Dopo la lettera aperta di Lucilla Calabria, che ha rilanciato il dibattito sul ruolo della cultura a Lucera e sul contributo di alcune figure che negli anni hanno promosso il nome della città ben oltre i confini locali, riceviamo e pubblichiamo l’intervento del regista Luciano Toriello.
Nella sua risposta, Toriello rivendica il legame profondo e mai interrotto con Lucera, ricordando le iniziative culturali e i progetti che lo hanno visto protagonista, dal festival Mònde alla valorizzazione della Sala Paisiello, fino alla costruzione di una rete di relazioni artistiche che ha portato la città all’attenzione nazionale. Un messaggio personale, nel quale emerge anche il riconoscimento per il lavoro svolto negli anni da Fabrizio Gifuni e la volontà di continuare a guardare al futuro con lo stesso entusiasmo che ha sempre accompagnato il suo impegno per la comunità.
Di seguito il testo integrale:
Grazie per queste parole Lucilla Calabria Di mio non ho mai smesso un giorno di adoperarmi per Lucera. Ci vivo con mio figlio, la passeggio ogni giorno, il più grande archivio audiovisivo privato di Puglia ha sede in via Appulo Sannitica, la sala Paisiello è diventato un cineclub frequentato da tanti ragazzi, molti degli artisti di Mònde hanno dormito e mangiato a Lucera. Mònde inoltre era nel progetto di Lucera Capitale e il progetto del festival è stato presentato alla Mostra dei Cinema di Venezia con l’amministrazione comunale. Per me Lucera è il cuore, il profumo dei miei ricordi più belli e tutto questo non si è mai assopito e mai si assopirà. Certo, quanto mi piaceva sapere che Fabrizio portava a Lucera i più grandi artisti della scena italiana e quanto mi piaceva provare orgoglio quando in giro per l’italia grandi personalità mi ricordavano il dono prezioso che un artista come lui stava facendo alla città. Ne riconoscevo i meriti e sapevo guardare anche ai frutti che sarebbero stati prodotti da quei semi.
Mia madre mi ha sempre detto di non farmi spegnere il sorriso da nessuno ed è il più grande insegnamento che da quando ero bambino mi porto dentro.
Luciano Toriello



















