Michela De Troia, già nota alla comunità come la mamma del piccolo bambino al centro della grande mobilitazione di affetto raccontata anche da Lucerabynight, torna a rivolgersi ai cittadini con una lettera aperta. Questa volta lo fa per lanciare una proposta dedicata ai più piccoli: portare nei parchi pubblici le “Buddy Bench”, le Panchine dell’Amicizia, un progetto pensato per promuovere inclusione, empatia e socializzazione tra i bambini. Di seguito il testo integrale del suo appello.
Lettera aperta di Michela De Troia: Una “Panchina dell’Amicizia” (Buddy Bench) contro la solitudine nei parchi di Lucera e Foggia
Gentile Redazione di Lucerabynight,
mi chiamo Michela De Troia e vi contatto per sottoporre alla vostra attenzione una proposta sociale e pedagogica rivolta ai
parchi giochi del nostro territorio. Ho affidato questo mio pensiero a una lettera aperta sui social, che sta già raccogliendo grande interesse, e sarei immensamente grata se voleste dedicarle uno spazio sulla vostra testata per aiutarmi a diffondere questo messaggio a tutta la cittadinanza.
L’obiettivo è introdurre nei nostri parchi la “Buddy Bench” (la
Panchina dell’Amicizia), un progetto pedagogico in cui i bambini colorano insieme una panchina che diventa poi un porto sicuro: chi vi si siede lancia un segnale silenzioso ai coetanei, invitandoli all’empatia e all’inclusione.
Vi lascio di seguito il testo integrale della mia lettera, sperando possiate pubblicarlo e sposare questa causa per il benessere dei nostri piccoli.
Chi mi conosce sa quanto mi stiano a cuore l’inclusione e il benessere dei più piccoli, sia per il mio lavoro quotidiano sia per la mia vita personale. In questi mesi abbiamo visto tutti quanto la nostra comunita sappia essere straordinaria e unita quando si tratta di stringersi attorno a un bambino. Abbiamo un cuore immenso in Capitanata, e questa energia non va sprecata.
Allora mi sono chiesta: perché non facciamo un passo in più? Perché non realizziamo qualcosa di permanente nei nostri parchi giochi per non lasciare mai più nessun bambino da solo?
In molti paesi del mondo, come negli Stati Uniti, in Canada e nel Nord Europa, esiste una bellissima realtà che si chiama “Buddy Bench”, ovvero la Panchina dell’Amicizia. E un’iniziativa pedagogica semplicissima ma dal valore immenso.
Vi spiego come funziona: si prende una panchina all’interno del parco giochi e si colora.
Se un bambino in quel momento si sente solo, è timido, fa fatica a integrarsi o vive una situazione di fragilità, sa che può andare a sedersi li. Per tutti gli altri bimbi, quel posto diventa un segnale chiaro e silenzioso: significa che è il momento di avvicinarsi, fare un sorriso e invitare quel compagno a giocare. Insegna l’empatia e l’inclusione sul campo, senza bisogno di troppe parole.
Ma la cosa più bella sapete qual è? Che vorrei fossero proprio i nostri bambini a dipingerla, magari lasciandoci sopra le impronte colorate delle loro mani. Se la colorano loro, quella panchina diventerà un simbolo di tutti, un gioco collettivo che insegna il valore dell’accoglienza fin da piccoli.
Al Nord Italia si sta iniziando a vedere in qualche scuola, ma qui da noi, nei nostri parchi pubblici, sarebbe una novità assoluta.
So che l’amministrazione di Lucera, a partire dal sindaco Giuseppe Pitta, e quella di Foggia sono sempre molto attente ai parchi inclusivi. Sarebbe un sogno se le nostre città diventassero capofila di questo progetto, organizzando una giornata di festa in cui i bimbi dipingono le prime Panchine dell’Amicizia del nostro territorio.



















