Forse non tutti lo sanno ma anche gli scacchi hanno la loro dea, o meglio, la loro ninfa. L’attribuzione di una figura proveniente dalla mitologia classica e fatta protettrice del gioco degli scacchi risale alla seconda metà del 1700, quando Sir William Jones, studioso inglese di cultura orientale, decise di scrivere un poemetto dal titolo CAISSA. Vi si narrava di una araldica origine degli scacchi, attribuita niente di meno che a Marte, dio della guerra. La driade (o ninfa arborea) CAISSA, che dà il titolo all’opera e il cui nome consonanza con l’inglese “chess”, è la nobile destinataria dell’invenzione del gioco: nel poema infatti il dio bellicoso si innamora della graziosa ninfetta, senza però essere da lei ricambiato. Il dio, nel tentativo di acquistarsene le simpatie, accetta il suggerimento di una Naiade (una ninfa dei fiumi) che gli consiglia di inventare un gioco per lusingarla e lo invita a rivolgersi a Eufone, fratello del dio Amore.
Eufone acconsente: dalla sua collaborazione nasce così il gioco degli scacchi il cui nome (in inglese) evoca appunto quello della bella ninfa.
Marte costruisce gli scacchi e li presenta a Caissa, lei cosi piena d’entusiasmo per il nuovo gioco, alla fine accetta il suo amore e lui dedica a lei la nuova arte.
Vediamo come Jones descrisse Caissa, che qui riporto:
<< Una amabile driade corre per le foreste della Tracia
il suo viso è incantevole, il suo aspetto dolce:
il suo passatempo è la caccia del saltante cervo,
insidiata da Imene e dal figlio di Ciprigna:
per monti e per valli la sua bellezza è famosa
e il nome della vezzosa fanciulla è Caissa>>.
Il poemetto di Jones non ebbe al momento una grande fortuna, ma in seguito venne riprodotto da Peter Pratt nei suoi “Studies of Chess” (Londra 1803) e si diffuse in modo inatteso nel mondo degli appassionati. Ma la sua definitiva affermazione si ebbe quando George Walker accennò nel suo “Chess and Chessplayers” (1850) all’ “altare di Caissa” e ai “devoti di Caissa”, facendo sì che la ninfa fosse ufficialmente consacrata da tutti gli appassionati come musa protettrice degli scacchi.


la figura di Caissa è diventata con gli anni incredibilmente popolare fra gli scacchisti di tutto il mondo. Elencare tutte le attività legate in qualche modo agli scacchi che hanno usato nel loro nome quello di Caissa è impossibile. Sul web non ci sono praticamente domini nazionali senza un sito intitolato a Caissa.
Fra le moltissime locuzioni in cui appare il suo nome si ricordano: essere stato aiutato da Caissa(aver avuto fortuna), un giudizio su questa posizione giace in grembo a Caissa (posizioni particolarmente complicate, la cui valutazione non è concorde fra gli studiosi).
Probabilmente il primo a citare una dea degli scacchi (Scacchis) fu l’umanista italiano Marco Girolamo Vida (1490-1566) nel suo poema La Scaccaide.
Notarstefano Tommaso





















