A voler essere fatalisti, vien da dire: non poteva che finire così la vicenda del Lucera Calcio. Del resto, la storia recente ci ricorda ben tre fallimenti negli ultimi decenni. Tecnici o economici, poco importa. Quest’ultimo disimpegno da parte di un imprenditore bergamasco è in linea con i precedenti.
Inutile farsi illusioni. A Lucera il calcio non ha mai attecchito fra i giovani e riandare con la memoria a sporadici personaggi che vissero momenti di celebrità – si pensi a De Matteis – non cambia il destino del calcio locale.
Non c’è sufficiente passione per sostenere e invogliare qualcuno a metterci un po’ di soldi per tenere in vita la baracca.
Malgrado gli spalti fossero sufficientemente gremiti in quest’ultimo campionato e anche in quello passato, gli incassi erano assai magri, a conferma che di soldi i lucerini, per vedere la partita, non ne vogliono tirar fuori. È questa la nuda e imprescindibile realtà.
Le chiavi del sodalizio sono state consegnate nelle mani del sindaco Pitta: come se non avesse già sufficienti grattacapi, se ne aggiunge un altro.
Con i giocatori già alle loro case, riesce difficile mandare in campo un undici alla ripresa del campionato, a dispetto della buonissima posizione in classifica.
Tuttavia, la speranza è sempre l’ultima a morire, e pare che un signor X, in queste ultimissime ore, abbia manifestato interesse a subentrare all’imprenditore bergamasco, disimpegnatosi a causa dei risultati scarsi, a quanto se ne sa…
Gianfranco Sammartino
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