Siccità in Puglia, Coldiretti lancia l’allarme: “Solo il 30% dell’acqua invasabile nelle dighe, stagione irrigua al palo”
La stagione irrigua in Puglia, che sarebbe dovuta partire il 1° marzo 2024, è ancora ferma a causa della grave crisi idrica che sta colpendo la regione. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che, sulla base dei dati dell’Osservatorio ANBI sulle risorse idriche, evidenzia come il livello di acqua invasata nelle dighe della Capitanata sia attualmente fermo a circa il 30% dei volumi autorizzati.
Secondo Coldiretti, la Puglia è in estrema sofferenza idrica, complice una stagione invernale e primaverile povera di piogge. Nonostante un lieve incremento di 15,5 milioni di metri cubi nei volumi stoccati, si parla oggi di 109 milioni di metri cubi contro i 195 milioni dello stesso periodo del 2023: un quantitativo ritenuto assolutamente insufficiente per le esigenze dell’agricoltura e della popolazione, soprattutto in vista dell’innalzamento delle temperature.
“La quantità d’acqua attualmente disponibile è insufficiente in vista dell’innalzamento delle temperature e della necessità impellente di iniziare la stagione irrigua”, sottolinea Coldiretti Puglia.
Il timore degli agricoltori è di trovarsi ad affrontare una nuova emergenza idrica peggiore di quella dello scorso anno, che ha causato danni per oltre 1 miliardo di euro alle campagne pugliesi.
Coldiretti torna a chiedere con forza un piano invasi strutturale, capace di raddoppiare la capacità di raccolta dell’acqua piovana, garantendone la disponibilità non solo per l’agricoltura, ma anche per l’uso civile e per la produzione di energia idroelettrica. Fondamentale, secondo l’organizzazione, sarà anche il recupero e la manutenzione degli invasi già esistenti, oltre al completamento delle opere incompiute.
Parallelamente, Coldiretti ha sollecitato il Governo ad accelerare l’erogazione degli aiuti per le assicurazioni agricole e ad avviare una riforma della gestione del rischio, necessaria per fronteggiare gli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici.
Il paradosso, secondo Coldiretti, è che oggi l’acqua piovana finisce nei 230mila chilometri di canali che sfociano nel mare, venendo così persa per sempre. Con ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni), è stato sviluppato un progetto di bacini di accumulo con sistema di pompaggio, pensato per trattenere l’acqua dolce in eccesso nei periodi piovosi e utilizzarla nei momenti di siccità, mitigando al contempo anche il rischio di esondazioni e danni al suolo.
Fonte: Coldiretti Puglia



















