Pegasus il cavallo coraggioso.Favola Fantasy del 3° Millennio



Ci sono varie strategie e metodologie didattiche per tenere alta l’attenzione e la concentrazione dei bambini durante un corso di scacchi. Specie quando si tratta di allievi della scuola Primaria, che dopo la spiegazione dei concetti basilari inerenti alla nostra disciplina sportiva e dopo aver giocato in lungo e largo sulla scacchiera alla caccia di alfieri, torri e cavalli, ritengo, per esperienza diretta, che sia opportuno far arrivare il momento della pausa o del relax, che rallenti il ritmo dell’apprendimento e faccia posto alla parte poetica della lezione, mediante il racconto di una favola fantasy, che incanta i bambini e che sia intrisa di elementi o simboli che hanno a che fare con il gioco degli scacchie magari al termine della favola ci sia un esercizio da risolvere sulla scacchiera che riguardi il personaggio o il protagonista della storia che ho raccontato ai miei allievi. In questo articolo mostrerò in maniera abbastanza sintetica una favola che ho trovato su internet e l’ho adattata per una lezione che aveva per oggetto di studio il movimento e la cattura multipla dei pezzi avversari con del cavallo.
                                          La favola di Pegasus
C’era una volta in un meraviglioso bosco a forma di scacchiera, con tanti pezzi e ciascuno aveva una forma di animali o di piante e poi come per incanto, per ultimo fu inserito un giovane stallone di nome Pegasus. Pegasus era un cavallo dal manto bianco come la neve e dagli occhi scintillanti come le stelle. Era un animale fiero e coraggioso, amato da tutti gli abitanti della foresta per la sua gentilezza e la sua generosità.

Un giorno, mentre passeggiava tra gli alberi secolari, Pegasus sentì un pianto provenire da vicino. Seguendo il suono, scoprì un piccolo pedone a forma di coniglio intrappolato in una rete posta da cacciatori senza scrupoli. Senza esitare un attimo, Pegasus corse verso il pedone-coniglio e con un colpo secco ruppe la rete liberandolo. “Grazie, nobile stallone, per avermi salvato!” esclamò il pedone-coniglio, sorridendo riconoscente.

“Non c’è di che, piccolo amico. È nostro dovere aiutare chi è in difficoltà,” rispose Pegasus con gentilezza.

Da quel giorno, il pedone-coniglio e Pegasusdivennero inseparabili amici, condividendo gioie e dolori tra le 64 caselle della scacchiera che contenevano radure e ruscelli del bosco incantato.

Un mattino, una voce riecheggiò nel bosco annunciando una sfida indetta dal Re leone con la criniera dorata. La sfida consisteva in una gara di velocità tra tutti gli animali che rappresentavano i pezzi della scacchiera, con il vincitore che avrebbe ottenuto un desiderio da esaudire. Pegasus decise di partecipare alla sfida, determinato a vincere per poter chiedere al Creatore della foresta di proteggere il bosco dagli umani cacciatori.

La gara ebbe inizio, e Pegasus sprigionò tutta la sua potenza e la sua agilità, superando gli ostacoli con grazia e determinazione. Alla fine, con un’ultima scossa di velocità, tagliò il traguardo per primo, vincendo la gara e guadagnandosi il diritto di esprimere il suo desiderio al Creatore della foresta.
Con fierezza e rispetto, Pegasus si presentò di fronte al Creatore della foresta e chiese con voce ferma: 
“O nobile Creatore, ti prego di proteggere il nostro amato bosco dagli umani cacciatori, affinché possiamo vivere in pace e armonia.”

Il Creatore della foresta, colpito dalla nobiltà d’animo di Pegasus, annuì con un cenno del capo e promise di mantenere il suo regno al sicuro dalle minacce esterne.

Da quel giorno in poi, il bosco fu rispettato e protetto da ogni forma di pericolo, grazie alla generosità e al coraggio del giovane stallone Pegasus.
Il Creatore a ricordo di questa impresa eroica emanò un editto dove si dava il nome di PEGASUS ad una costellazione di stelle che risulta essere una delle figure più affascinanti e riconoscibili del cielo notturno. Associata al mitico cavallo alato della tradizione greca, appare imponente nel cielo autunnale dell’emisfero nord. A colpire subito l’occhio è il suo tratto più famoso: il Grande Quadrato di Pegaso, un asterismo che sembra disegnato apposta per guidare chi muove i primi passi nell’osservazione astronomica.

E così, ritornando al nostro Pegasus, dopo quella impresa eroica visse felice insieme ai suoi amici animali, dimostrando che la bontà di cuore e il coraggio possono superare ogni ostacolo e portare la pace e l’armonia in ogni angolo del mondo, poiché il mondo somiglia sempre più ad una scacchiera vivente.
PROBLEMA: Partendo dal diagramma 1 La Regina nera ha dato scacco al Re bianco, e dopo tre mosse il Nero da scacco matto mediante il suo cavallo, vedi diagramma 2.
DIAGRAMMA 1                                                      DIAGRAMMA 2
     

Curiosità astronomiche e culturali

Il Grande Quadrato di Pegaso è usato dagli astrofili come punto di riferimento per orientarsi verso la Galassia di Andromeda (M31). Partendo da Alpheratz, basta seguire la catena di stelle di Andromeda.
Nella navigazione antica, Pegaso serviva come bussola naturale: la sua posizione in autunno aiutava marinai e viaggiatori a calcolare le stagioni.
In alcune culture arabe medievali, Pegaso era rappresentato come “il cavallo che salta”, e il suo Quadrato era chiamato Al Faras al Thani.
Tommaso Notarstefano

Facebook
WhatsApp
Email
Chi sceglieresti come sindaco per il futuro di Lucera?