Non giudichiamo una scuola dal quartiere: l’appello di una mamma ai cittadini di Lucera

Riceviamo e pubblichiamo:

Alla redazione e a tutta la cittadinanza: non lasciamo che i pregiudizi penalizzino i nostri bambini

Gentile redazione,
cari cittadini di Lucera,
sono una mamma di due bambine che frequentano la scuola dei Cappuccini.
Scrivo questo messaggio con il cuore, non per alimentare polemiche, ma per dare voce a un pensiero che, credo, accomuni molte famiglie come la mia.
L’anno scorso la mia figlia più grande ha avuto la possibilità di iniziare regolarmente la scuola primaria.
La più piccola, invece, sta concludendo l’ultimo anno di asilo con la speranza che si riesca a formare una prima anche per lei.
Ma questa speranza sembra affievolirsi ogni giorno di più.
Perché? Perché la scuola dei Cappuccini continua a essere evitata da molte famiglie, non per la qualità dell’insegnamento, non per l’impegno del personale, ma semplicemente per la zona in cui si trova.
Lo stesso vale per il catechismo.
Eppure, i bambini sono bambini ovunque.
In ogni quartiere della nostra città.

È doloroso vedere che ancora oggi si scelga o si scarti una scuola sulla base di etichette, pregiudizi e vecchie idee difficili da scardinare.
Ma chi paga il prezzo di queste scelte sono i nostri figli.
Sono loro a perdere opportunità, a vedersi negata una continuità educativa, a dover cambiare quartiere solo per inseguire una “reputazione” che spesso non ha riscontro nella realtà.

Il mio appello è semplice: diamo fiducia alla nostra scuola, alle persone che ogni giorno si impegnano per far crescere i nostri figli in un ambiente sereno e stimolante. Smettiamola di giudicare una scuola dal quartiere.

Mi auguro che questo mio messaggio possa far nascere una riflessione, un confronto, e magari anche un cambiamento. Perché l’istruzione non dovrebbe mai essere vittima di pregiudizi.
Con rispetto e speranza,
Maria Di Giovine.

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