Riceviamo e pubblichiamo:
Nel variegato mondo dell’arte e in special modo in quello della musica,
ci sono stati dei Maestri che si sono cimentati nella disciplina sportiva degli scacchi, non a caso ho pubblicato di recente su questa rubrica un altro articolo dedicato a François-André DanicanPhilidor (Dreux, 7 settembre 1726 – Londra, 31 agosto 1795) che è stato un compositore e scacchista francese. Era considerato uno dei migliori giocatori di scacchi della Francia di fine del Settecento. Prendono il suo nome la difesa Philidor e alcune posizioni teoriche del finale di partita.


E poi ancora il celebre compositore tedesco Felix Mendelssohn (1809-1847), ai celebri campioni di scacchi Mark Taimanov (1926-2016, bravissimo pianista) e Vasilij Smyslov. Adesso è arrivato il momento di pubblicare di rendere un doveroso omaggio al Maestro italiano Ennio Morricone (Roma, 10 novembre 1928 – Roma, 6 luglio 2020) che oltre ad essere stato un compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore italiano è stato anche un bravo e appassionato giocatore di scacchi. Difatti noi scacchisti dobbiamo ringraziarlo per aver creato e donato l’inno delle Olimpiadi degli Scacchi svoltesi a Torino nel 2006. Ennio Morricone imparò a giocare a scacchi da giovane, a 18 anni, come autodidatta, ed ha sempre coltivato la passione, pur non avendo il tempo di prendere parte a competizioni agonistiche, salvo alcuni tornei negli Anni Sessanta, prima del match Fischer-Spassky. In più occasioni si è però misurato con noti campioni in partite amichevoli o in simultanea: ricordiamo per esempio una sfida su due partite semilampo con la celebre Judit Polgar, quando la campionessa venne in Italia (a Roma 1994 per la precisione) a rappresentare l’Ungheria in occasione delle cerimonie per l’ingresso ufficiale della nazione magiara nella comunità europea. Poi una sfida ancora semilampo con Peter Leko(fu lui a chiedere di giocare con il Maestro Ennio!), quando Morricone era a Budapest per un concerto; e un’altra con Miso Cebalo in occasione di un concerto a Zagabria. In simultanea giocò con Mariotti, Zichichi, Tatai(dal quale prese anche lezioni private), Karpov (con cui a Roma perse per un banale errore in un finale evidentemente patto), Kasparov e Spassky. Con quest’ultimo va ricordato il suo pareggio nel novembre 2000, quando il celebre (ex) campione del mondo fu invitato a Torino per le celebrazioni dei 90 anni di costituzione della “Scacchistica Torinese”: simultanea con 26 giocatori, compreso il figlio di Morricone, Andrea; il Maestro fu l’ultimo a finire, la posizione era evidentemente patta e il russo fu costretto alla divisione del punto. In più occasioni Ennio Morricone si è dichiarato dispiaciuto per non essersi potuto dedicare di più agli scacchi. In una intervista a un settimanale, dopo aver ricevuto l’Oscar alla carriera, alla domanda “Un desiderio che non è riuscito a realizzare?” ha risposto
“Diventare un campione di scacchi, più bravo di Kasparov!”
Molte furono le occasioni in cui Ennio Morricone prese parte ad eventi scacchistici, presenziando ai tornei di Campionato Italiano. Ma quando poteva, non esitava a parlare della sua ‘passione’ per il gioco anche in ambienti non scacchistici: lo ricordiamo in particolare in una serata a ‘Che tempo che fa’ con Fabio Fazio (allora su Rai3), in cui per metà dell’intervista parlò di scacchi …
In seguito arriverà a ‘Seconda Nazionale’. Ma, con buona pace degli scacchisti che badano solo al ‘punteggio Elo’, Morricone non va considerato tanto come agonista quanto per l’attenzione che ha saputo richiamare attorno al nostro gioco. Per esempio quando nel 2000 pattò con Spassky, questo risultato ebbe grande eco nei giornali e nelle TV.
IL PENSIERO DI ENNIO MORRICONE SUGLI SCACCHI
In una storica intervista Ennio Morricone disse:
“Gli scacchi sono una cosa importante. Gli scacchi sono molto più di un semplice passatempo …. sono una filosofia…. sono uno specchio della lotta della vita. Ci si può specchiare in essi e capire aspetti del proprio carattere. Possono essere un mezzo per entrare dentro noi stessi…”
“Musicisti e scacchisti vengono attratti da strutture intellettuali simili, per le quali adoperano le stesse parole: armonia di movimenti, composizioni e studi, il tempo, l’annotazione, l’attacco. Il buon giocatore “sente” una posizione di scacchi come una melodia ed è attratto egualmente dal piacere estetico di una partitura musicale e di una partita di un grande Maestro (altro termine in comune fra musica e scacchi)»”.
La ultima apparizione di Ennio Morricone nel mondo scacchistico fu a Roma nel 2016, in occasione del Campionato Italiano, quando, insieme al Presidente della Federazione, Gianpietro Pagnoncelli, andai a prenderlo in taxi a casa sua per portarlo alla cerimonia durante la quale gli venne consegnato l’attestato di ‘socio vitalizio’ della Federazione: Ennio ne fu felice e, sebbene evidentemente stanco, si sottopose con pazienza alle fotografie di rito con i giocatori e con i molti ammiratori.
A me piace ricordarlo attraverso una serie di link che ci ricordano il suo talento per la musica e genio per l’arte e per gli scacchi. In particolare mi piace molto la sua colonna sonora del film “Mission” dove Ennio Morricone ha raggiunto l’apice della poetica spirituale e l’acme per la musica.
– LINK: La sigla di aperura delle Olimpiadi degli Scacchi Torino 2006 con l’Inno composto dal M° Ennio Morricone.
https://www.youtube.com/watch?v=MSy-PSjncLI&t=11s
– Intervista al Maestro Ennio Morricone, che in occasione di un concerto torinese nei giorni del Campionato Italiano è stato felice di venire a visitare l’evento scacchistico.
https://www.youtube.com/watch?v=T3uqHYD-Dc8&t=1s
– Ennio Morricone: The Mission (Gabriel’s Oboe)
https://www.youtube.com/watch?v=s7w-IeNR9ko
Tommaso Notarstefano



















