Gentile Redazione,
scrivo dopo aver seguito la recente diretta social del Sindaco di Lucera avv. Giuseppe Pitta, nella quale ha illustrato i lavori di rifacimento del manto stradale che interesseranno diverse vie della nostra città. A ciò si aggiungono i post diffusi in questi giorni sulla potatura degli alberi, la manutenzione del verde pubblico e, non da ultimo, le attività legate alle feste patronali.
Si tratta senza dubbio di interventi importanti, che incidono sulla vivibilità e sull’immagine di Lucera. Non sfugge, infatti, che molti cittadini abbiano espresso ringraziamenti al primo cittadino per tali iniziative. Nella stessa diretta, tuttavia, il sindaco ha sottolineato con una certa amarezza come spesso non riceva il “grazie” che, a suo avviso, sarebbe dovuto.
Ed allora, innanzitutto, io voglio dirgli “grazie”.
Comprendo perfettamente che amministrare un Comune potendo contare su scarse risorse economiche sia impresa complessa, eppure non riesco a fare a meno di osservare che interventi come la manutenzione delle strade, la potatura degli alberi e l’organizzazione di eventi come le feste patronali, dovrebbero rappresentare l’ordinaria amministrazione. In una città normale, nessun grazie sarebbe dovuto a fronte del “minimo sindacale” realizzato.
Dunque mi chiedo, perché Lucera (come la gran parte delle città del Sud Italia) non è una città normale?
Se il Sindaco è amareggiato perché nessuno gli dice “grazie”, io come cittadino mi sento depresso e sconfitto per aver dovuto subire per anni le voragini nell’asfalto stradale che finalmente oggi vengono sistemate per bene, dopo che centinaia di cerchioni e gomme ne sono usciti distrutti, a dirne una.
Ovviamente, non sto addossando ogni colpa all’attuale Sindaco, sarebbe ingiusto. Ma una riflessione va fatta: perché il Comune di Lucera non dispone neppure dei soldi necessari per l’ordinaria manutenzione delle strade e del verde pubblico?
Eppure qui non si tratta di investire centinaia di milioni di euro per costruire un palazzetto dello sport o un polo museale.
La risposta probabilmente va cercata nei bilanci comunali: quanti sono i milioni di euro che il Comune dovrebbe recuperare da cittadini e imprese che fanno parte dei tre potenti (Il Papa, il Re e chi non ha niente)?
Non è una domanda retorica, al contrario è la domanda che la Corte dei Conti pose all’Amministrazione Tutolo il giorno prima di dichiararne il dissesto.
Sarebbe interessante avere una risposta esauriente in merito, magari stilando un quadro completo relativo agli ultimi dieci anni per capire se l’andamento è in via di miglioramento o peggioramento. Quante opere straordinarie si potrebbero realizzare se si riuscisse a recuperare almeno una parte di tali crediti? Questa sì che è una domanda retorica.
Con i migliori saluti.
Un cittadino ringraziante
Antonio



















