Evidentemente i controlli più assidui e le multe degli ultimi tempi, comminate dai vigili urbani, devono aver irritato qualcuno. Potrebbe essere questa una delle spiegazioni del vile attentato notturno all’auto del comandante Polito. O c’è dell’altro?
Un gesto che la dice lunga sul cambiamento, in peggio, del clima cittadino. Questa non è più l’oasi felice di molti, troppi anni fa. E il cartello che campeggia all’ingresso, su via Foggia – “Lucera, città d’arte e di cultura” – stride con certi comportamenti messi in atto da gente che andrebbe scovata e sbattuta dentro.
Ma la mano anonima che ha dato fuoco all’auto di Polito – al quale va tutta la solidarietà di questa testata – non può essere omologata a quelle che, solo poco tempo fa, hanno distrutto il Concertino in villa. Quell’episodio, deprecabile, è figlio di un vandalismo becero e idiota: opera di malnati da genitori che, loro per primi, andrebbero sanzionati severamente.
Di fronte a tanto scempio, c’è solo da augurarsi un felice esito delle indagini, volte ad assicurare alla giustizia costoro. Del resto, se andiamo indietro negli anni, fino all’attentato al sindaco di allora Vincenzo Morlacco, ci accorgiamo di come Lucera abbia cambiato animo, pelle e, di conseguenza, i propri comportamenti. L’anonimato è la cifra di atti quasi certamente ascrivibili a singoli. Almeno vogliamo sperare…
Anonimato fa il paio con omertà, che si associa alla mafiosità: cosa che forse causerà qualche sobbalzo. Ma tant’è. E che nessuno si azzardi ad accostare l’accaduto al clima politico, elettrico quanto si vuole, ma che nulla ha a che fare con la criminalità.
Gianfranco Sammartino



















