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Lucera Calcio, Dell’Aquila rompe il silenzio: “Critiche legittime, ma serve rispetto. Il futuro si costruisce insieme”

Il presidente del Lucera Calcio, Antonio Dell’Aquila, interviene dopo settimane difficili e un clima di forte tensione: risultati sportivi, responsabilità, contestazioni e prospettive.

Negli ultimi mesi il Lucera Calcio sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia recente. I risultati sportivi non hanno rispecchiato le aspettative e il clima attorno alla società si è progressivamente irrigidito, fino a sfociare in episodi di contestazione dura, anche fuori dagli stadi.

Nei confronti del presidente Antonio Dell’Aquila, imprenditore alla guida del club, non sono mancate critiche e prese di posizione forti. Alcune, però, hanno superato il confine del confronto civile, come dimostrano le scritte apparse in città nelle ultime settimane.

Abbiamo raccolto il punto di vista di Dell’Aquila in un’intervista che prova a fare chiarezza, senza alimentare polemiche.

Presidente Dell’Aquila, dal 2016 a oggi: che risultati ha ottenuto il Lucera Calcio sotto la sua direzione?

«Dal 2016 abbiamo lavorato per mantenere viva una realtà calcistica che non era scontata. Ci sono stati momenti positivi e altri più complessi, come accade in tutte le società sportive che operano in contesti difficili. Abbiamo garantito continuità, presenza e impegno economico, spesso in silenzio, cercando sempre di fare il bene del Lucera Calcio».

In città cresce il malcontento. Cosa risponde a chi oggi parla di gestione fallimentare?

«Le critiche fanno parte del calcio e sono legittime, soprattutto quando i risultati non arrivano. Quello che chiedo è di distinguere tra critica sportiva e attacchi personali. La prima è sacrosanta, la seconda non aiuta nessuno. Chi guida una società si assume responsabilità, ma non può diventare il bersaglio di odio o offese».

Le scritte apparse in città hanno colpito molto l’opinione pubblica. Come le ha vissute?

«Con amarezza. Non tanto per me, quanto per l’immagine della città e della società. Il Lucera Calcio appartiene a tutti, non a una singola persona. Esprimere dissenso è giusto, farlo in questo modo non lo è. Serve rispetto, anche nei momenti di difficoltà».

Qual è oggi la situazione reale del club?

«È una situazione complessa ma non senza via d’uscita. Le difficoltà economiche e sportive sono evidenti, ma non ci siamo mai tirati indietro. Stiamo lavorando per rimettere ordine, valutando ogni scelta con responsabilità. Il calcio dilettantistico oggi è un equilibrio fragile, che va gestito con realismo».

Guardando al futuro: che prospettive vede per il Lucera Calcio e quale sarà il suo ruolo?

«Il futuro dipenderà dalla volontà collettiva. Io ho sempre detto che il Lucera Calcio non può essere portato avanti da una sola persona. Se ci saranno energie, idee e sostegno concreto, sarò il primo a sedermi a un tavolo. Il mio apporto è sempre stato orientato alla continuità e alla tutela della società».

Un messaggio alla tifoseria?

«Ai tifosi chiedo di non smettere di amare questi colori. La passione è il motore del calcio, ma va accompagnata da equilibrio. Solo insieme si può costruire qualcosa di duraturo».

In un momento di forte tensione, le parole di Antonio Dell’Aquila provano a riportare il confronto su un piano di responsabilità e dialogo. Il futuro del Lucera Calcio resta una partita aperta, che richiede scelte chiare, ma anche un clima più costruttivo attorno alla squadra e alla città.

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