Lettera aperta al Sindaco: i tombini di Viale Scarano e la pazienza dei cittadini

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Signor Sindaco,

con questa lettera aperta mi rivolgo a Lei e alla Sua Amministrazione per segnalare, non senza una punta di amara ironia, l’ennesima “perla” di urbanistica cittadina: i tombini di Viale Scarano.

Sarà colpa della pioggia, sarà colpa del destino, ma ogni volta che cade qualche goccia d’acqua la scena si ripete: strade trasformate in laghetti artificiali, pozzanghere degne di un documentario naturalistico e pedoni costretti a improvvisare percorsi da funamboli per attraversare. Un problema? No, piuttosto un capolavoro. Perché se l’intento era creare un acquapark urbano, allora bisogna ammettere che il progetto è riuscito alla perfezione.

Il guaio, però, è che quei tombini sembrano messi lì più come decorazione che per reale utilità. Un po’ come se fossero oggetti d’arredo urbano: ci sono, fanno scena, ma l’acqua scorre beatamente altrove. In altre parole, il Comune ha speso soldi pubblici per installare un sistema di drenaggio che drena… sì, ma la pazienza dei cittadini.

E allora viene spontaneo chiedersi: chi ha disegnato questa “strategia idraulica”? È stato forse consultato un architetto delle cascate o un ingegnere di piscine olimpioniche?
Concludo, Signor Sindaco, con un invito costruttivo: non servono nuove inaugurazioni o tagli di nastri, serve piuttosto rimettere mano a un lavoro fatto male, affinché i tombini tornino a svolgere la loro umile ma indispensabile funzione. Lo chiedono le strade, lo chiedono i cittadini, e forse lo chiederebbe anche il buon senso.
Un cittadino indignato (ma con gli stivali di gomma).

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