La riflessione di un lettore: “Troppi candidati, poca politica a Lucera”

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile redazione,
mi associo agli auguri al Sindaco per la sua elezione (e conferma), ma vorrei anche complimentarmi con Cicchese Maria Chiara, Picaro Anna Rita, Flammini Laura, Di Maggio Nicola, Bottazzi Luigi, Maggiore Francesco, Poggio Carlo, Puddu Dafne, Di Chiro Pascual Humberto, Marraffino Fabiano, Pompetta Mauro, Astuto Mario, Caputo Maria Carmela, Panzano Lucia, Dell’Aera Angela, De Rosa Carmine, Ferrari Fabrizio, Mastropietro Alberto, Rignanese Pasquale, Ferro Giuseppe Pio, Clema Giuseppe e Casiero Anna per il grande risultato elettorale da loro raggiunto: non hanno ricevuto nemmeno il loro voto! A parte l’ironia, è evidente che loro (ma con loro tanti altri candidati che a stento hanno avuto voti che possono contarsi con l’uso di più di due mani) hanno recitato un ruolo, che se pur consentito dalle leggi, da un punto di vista etico e morale può solo essere ritenuto sgradevole in quanto hanno solo consentito la formazione delle tante liste civiche presentatesi ai nastri di partenza con il risultato finale di una forte dispersione dei voti! La politica è una cosa seria! Candidarsi non è un gioco! Qui a Lucera, invece, si è giocato a togliere i voti all’avversario! Il risultato è il seguente: la politica a Lucera è sparita!
Bisogna infatti prendere atto che a Lucera sono spariti i partiti. Resiste a stento solo il PD (primo partito regionale) con il 9,38% di voti e 3 seggi. Quasi nullo, invece, risulta essere il ruolo del primo partito nazionale al governo ossia Fratelli d’Italia: 4,70% di voti e 1 seggio. Zero seggi, invece, a Forza Italia (3,88%), alla Lega (1,12%) e al Movimento 5 stelle (2,48%)!
Il totale delle preferenze ai partiti “nazionali” è 21,56% di voti! Questo vuol dire una sola cosa: contiamo e conteremo sempre meno a livello regionale e nazionale! Non lamentiamoci poi quando ci chiudono l’ospedale, il tribunale, ci accorpano le scuole oppure quando non ci danno i fondi! I rappresentanti regionali e nazionali quando dovranno fare le loro scelte, giusto o sbagliato che sia, guarderanno prima ai “loro amici” e poi agli altri!
Chi ha voglia di mettersi in gioco inizi a fare politica tutti i giorni e non accetti ruoli di basso livello solo in prossimità delle elezioni.

Un cittadino

La Redazione risponde:

La lettera che pubblichiamo pone un tema serio, al di là dell’ironia utilizzata dall’autore.

Il dato politico emerso dalle ultime elezioni amministrative a Lucera merita infatti una riflessione approfondita: la frammentazione delle liste civiche, la debolezza dei partiti tradizionali e la presenza di numerosi candidati con pochissime preferenze rappresentano segnali evidenti di una crisi della partecipazione politica organizzata.

È legittimo candidarsi, così come è legittima la formazione di liste civiche previste dalla legge. Tuttavia, quando le candidature sembrano avere il solo scopo di sottrarre voti agli avversari o di completare liste prive di reale progettualità politica, il rischio è quello di allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica stessa.

Il richiamo dell’autore alla responsabilità dell’impegno pubblico non può essere ignorato. Fare politica significa presenza quotidiana sul territorio, confronto continuo con i problemi della comunità e costruzione di una visione amministrativa credibile, non soltanto partecipazione occasionale in prossimità delle elezioni.

Al tempo stesso, però, sarebbe ingeneroso ridurre l’intera competizione elettorale a un semplice “gioco”. In ogni lista e in ogni candidatura possono esserci persone animate da sincero spirito civico e dalla volontà di contribuire alla vita pubblica, anche senza esperienza o senza risultati elettorali significativi.

Resta però aperta la questione centrale sollevata dal lettore: quale futuro politico attende Lucera se i partiti nazionali continuano a perdere radicamento sul territorio? È un interrogativo che riguarda non solo gli equilibri locali, ma anche la capacità della città di incidere nelle scelte regionali e nazionali.

Il dibattito è aperto e crediamo sia utile che continui, con toni civili ma franchi, perché il confronto delle idee resta il primo strumento per rafforzare la democrazia e restituire dignità alla politica.

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