“Quando i tifosi applaudono gli avversari”
In questo articolo prenderemo in esame il termine ed i contenuti del fair play. Il termine fair play nasce in Inghilterra nell’Ottocento, inizialmente legato alle competizioni sportive, in particolare nelle scuole private come Eton e Rugby, dove si enfatizzava la partecipazione e lo spirito sportivo più che la vittoria a tutti i costi.
Il concetto di fair play ha radici nell’idea di “gentleman”, una figura storica che incarnava valori come l’onore, il rispetto e l’integritàmorale.
Con il tempo, il concetto si è esteso anche ad altri ambiti, come i rapporti sociali e la politica, diventando non solo un comportamento ma anche uno stile di vita e unmodo di pensare.
La valenza del fair play e strettamente collegata al messaggio universale dell’inventore dei giochi Olimpici: Pierre de Coubertin.
Se paragoniamo gli insegnamenti che scaturiscono da questi due nobili sentimenti possiamo vedere che c’è una grande affinità morale ed etica.
1.“L’importante non è vincere ma partecipare”
Pierre de Coubertin promosse l’idea che la competizione educa. Le regole tutelano la prova ed assicurano equità. Il rispetto verso l’avversario.
2. Il fair play si basa su una serie di principi fondamentali che guidano il comportamento degli atleti e degli spettatori:
Rispetto per le regole: Rispettare le regole del gioco è la base del fair play.
Rispetto per gli avversari: Trattare gli avversari con rispetto, riconoscendo i loro diritti e dignità.
Come vediamo questi dettami sono i due pilastri etici e morali su cui si reggono tutte le manifestazioni sportive olimpiche e non del mondo.
Vediamo brevemente quali sono gli atteggiamenti che un atleta o un giocatore deve tenere durante una competizione sportiva:
Onestà: Compete in modo onesto, senza barare o utilizzare mezzi sleali.
Rispetto per gli ufficiali di gara: Accettare le decisioni degli arbitri e degli ufficiali di gara senza contestazioni ingiustificate.
Impegno: Dare il massimo delle proprie capacità, indipendentemente dal risultato.
Cooperazione e squadra: Valorizzare il lavoro di squadra e cooperare con compagni e avversari per il bene del gioco.
Cordialità e cortesia: Mantenere un comportamento cordiale e cortese verso tutti i partecipanti.
Ho avuto modo di osservare che nella nostra società del 3° Millennio le regole del fair play vengono applicate in vari modi a seconda del contesto sportivo.
Normative sportive: Le federazioni sportive internazionali e nazionali stabiliscono regole e codici di condotta che promuovono il fair play. Ad esempio, la FSI e la FIDE hanno regole specifiche per incoraggiare comportamenti corretti.
Programmi educativi: Molte organizzazioni sportive implementano programmi educativi per insegnare ai giovani atleti i valori del fair play fin da piccoli.
Premi e riconoscimenti: Esistono vari premi, come il premio Fair Play della FSI E FIDE, che riconoscono atleti e squadre che dimostrano un comportamento esemplare.
Esempi pubblici: Gli atleti di alto livello che mostrano fair play diventano modelli di riferimento per i giovani e per il pubblico.
Alcuni sport si prestano meglio di altri ad adattarsi al concetto di fair play;
basti pensare alla disciplina sportiva degli scacchi, dove ogni incontro viene preceduto e concluso con il saluto all’avversario e con la stretta di mano in segno di estremo rispetto.Difatti non è la nazionalità, non è il sesso, la data di nascita o il segno zodiacale a qualificare il giocatore, è piuttosto la sua forma mentis e morale che assume il fair play come sigillo impresso nel suo cuore. Nel mondo sportivo degli scacchi molti sono i campioni hanno compiuto gesti di fair play spettacolari, mi piace ricordare qui alcuni di essi, uno su tutti il bravissimo e cordiale Campione del mondo il russo Boris Spassky (1961, 1973) e del gentilissimo Campione del mondo l’indiano Viswanathan Anand, campione del mondo FIDE dal 2000 al 2002, e campione del mondo assoluto dal 30 settembre 2007 al 22 novembre 2013. La bravissima G.M. scacchista ungherese Judit Polgar, considerata da molti la miglior giocatrice donna nella storia degli scacchi, ha infranto numerosi record scacchistici femminili ed assoluti, non a caso è stato girato un documentario sulla sua storia e trasmesso sulla piattaforma Netflix (La vera regina degli scacchi).
Questi giocatori hanno saputo suscitare la capacità di ammirazione disinteressata del pubblico e dei loro avversari nei loro confronti.
E’ questo sentimento disinteressato sull’ammirazione e il rispetto che è un vero e proprio atto interiore e a volte anche esteriore (a volte si manifesta con gli applausi) che l’avversario o il pubblico riconoscono apertamente: l’eccellenza, la bellezza e la grandezza di una prestazione sportiva.
In definitiva penso che sia in una squadra dilettantistica, che nello sport scolastico o in ambito professionale, il fair play crea fiducia, rafforza la collaborazione e favorisce un ambiente sportivo più sano, e fa maturare le persone che mettono in pratica il fair play.
(Tommaso Notarstefano)



















