





Se siete alla ricerca di nuovi giochi o dei passatempi piacevoli con cui trascorrere il vostro tempo allora vi conviene seguire la raccomandazione del filosofo greco Platone: “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione”. E allora se volete mettere alla prova la vostraintelligenza, cosa c’è di meglio di una bella partita a scacchi? Non a caso diversi neurologi affermano che esiste una stretta relazione tra le persone che si cimentano in giochi per il cervello e il loro quoziente intellettivo. Nei bambini, questi servono ad accrescere le loro abilità cognitive coinvolte nell’apprendimento durante l’infanzia. Mentre i giochi di memoria per adulti aiutano a migliorare la vitalità cognitiva in età matura. Gli scacchi sono spesso ritenuti il più complesso dei giochi, quello in cui si esercitano le menti migliori e i cui campioni contano alcuni tra gli uomini più “intelligenti” del pianeta Terra. Ma è poi così? Non esistono forse altri giochi che superano in complessità gli scacchi? Non esistono campioni di altri giochi che sono più “intelligenti” e virtuosi degli scacchi? Rispondere a queste domande è molto difficile: le differenze fra i vari giochi praticati nel mondo rendono ogni comparazione aleatoria e imprecisa. E’ comunque possibile indicare quali sono i veri “rivali” del gioco degli scacchi quanto a complessità e a doti mentali richieste per eccellere. Fra i giochi occidentali l’unica serie alternativa agli scacchi è il gioco di carte del bridge, in quanto la dama, gioco da tavolo sempre su scacchiera (damiera) sembra essere molto meno complessa. In realtà il bridge è probabilmente meno articolato degli scacchi, ma le doti richieste per giocare ad altissimo livello sono praticamente le stesse: grande resistenza di concentrazione, spirito di dedizione allo studio combinativo. Essendo il bridge un gioco di squadra sono richieste poi anche doti di adattabilità e di intesa con i compagni. Fra i giochi orientali è invece il GO il più pericoloso “avversario” degli scacchi. Difatti in questo gioco millenario (originario dalla Cina è molto amato in Giappone) due avversari si affrontano su una tavola (groban) formata da 19 righe orizzontali e 19 verticali, su cui 361 incroci si dispongono man mano delle pedine. Questi due giochi con i loro campioni in carica, sono stati battuti entrambi in alcuni match da Super computer adattati per il gioco degli scacchi e del GO. Provo a fare una scheda sintetica e comparativa fra queste due discipline sportive cercando di far emergere le qualità e i pregi che intrinsecamente possiedono e che rilasciano ai loro giocatori.
LA COMPLESSITA DEGLI SCACCHI E DEL GO:
Negli scacchi, la scacchiera è inizialmente completamente popolata e le dinamiche si concentrano su movimento, scambi e motivi tattici. Nel Go, la scacchiera è inizialmente vuota; l’influenza si irradia verso l’esterno man mano che le pietre si accumulano. Le decisioni locali proiettano ombre globali. La stima complessità dell’albero di gioco degli scacchi è dell’ordine di 10120, notoriamente catturato nel limite inferiore di Shannon per le possibili partite di scacchi. Nel frattempo, il fattore di ramificazione del Go è immenso – spesso citato vicino a 250 possibili mosse per turno – e l’esplosione combinatoria fa impallidire la scala degli scacchi. Alcune stime sostengono che la complessità del Go superi 10700 potenziali giochi.
PROFILI COGNITIVI E NEURALI
Le prove suggeriscono che gli scacchi coinvolgono reti analitiche e simboliche dell’emisfero sinistro: calcolo, memoria, logica. Il Go attiva regioni olistiche visuo-spaziali, integrando schemi e relazioni. In breve: gli scacchi sono scomposizione, il Go è sintesi. Il contrasto rispecchia le filosofie culturali: la tradizione occidentale spesso premia il pensiero riduzionista; il pensiero orientale enfatizza l’olismo e i sistemi relazionali.
REGIMI DI ALLENAMENTO:
Regime di allenamento degli scacchi
Esercitazioni tattiche (pin, fork, attacchi scoperti)
Preparazione di apertura e repertori
Temi posizionali, pianificazione strategica
Tecnica di fine partita
Analisi post-partita con feedback del motore
Il feedback negli scacchi è binario e immediato: un errore si manifesta chiaramente nei cambiamenti di valutazione. I progressi sono facilmente misurabili tramite punteggi Elo o Glicko.
Regime di allenamento del GO
Tsumego: enigmi di vita e di morte
Fuseki/Joseki: forme di apertura standard
Giudizio complessivo e lettura della forma
Revisione con strumenti di intelligenza artificiale (ad esempio KataGo)
Go premia la calibrazione del giudizio rispetto alla correttezza assoluta. Molte mosse sono praticabili; la sfida sta nello scegliere l’armonia e l’influenza ottimali nel tempo.
RIFLESSI FILOSOFICI:
Gli scacchi rappresentano conflitto, struttura e risultato. Ogni partita termina con un esito chiaro: scacco matto, patta o resa. La sua metafora risiede nella guerra e nell’affermazione logica.
Il Go, al contrario, è una questione di equilibrio, adattamento e bellezza emergente. Le pietre vivono e muoiono, le forme respirano, l’influenza cambia. La vittoria è spesso minimalista: controllo, non dominio.
VALUTAZIONI CONCLUSIVE:
Possiamo affermare che gli scacchi insegnano struttura, prevedibilità e pianificazione ottimizzata. Il Go insegna adattabilità, influenza e riconoscimento di modelli emergenti. Un giudice super partes potrebbe sentenziare che gli scacchi premiano la conoscenza; il Go premia la visione.Per questo motivo il gioco degli Scacchi e quello del Go rappresentano due pilastri gemelli della cognizione strategica. Uno è netto, lineare e vigoroso. L’altro è organico, fluido e relazionale. Insieme tracciano i contorni del ragionamento umano, dalla logica alla percezione.
TORNEO DI SCACCHI INTERNAZIONALE UNIVERSITARIO.
Si sono svolte da venerdì 12 a domenica 14 settembre del 2025 nell’aula magna della biblioteca in via Zamboni il secondo torneo internazionale organizzato dall’Alma Mater di Bologna con l’atteso test con l’IA. Al termine delle sfide i giocatori hanno potuto dialogare con l’intelligenza artificiale che ha spiegato le mosse migliori che avrebbero potuto fare durante le loro partite. La squadra dell’Università di Bologna ha vinto l’Alma Mater University Chess Tournament 2025 dopo tre giorni di torneo. Bologna è arrivata all’ultimo turno in una situazione di vittoria obbligata ed è riuscita nell’impresa, battendo Maastricht, che si è piazzata seconda. Sul podio anche Oxford, mentre Padova si classifica quarta per spareggio dopo un torneo molto combattuto, che ha visto anche la seconda scacchiera Giorgio Belli vincere il premio come miglior scacchista.
Potete seguire gli approfondimenti, con foto, notizie e partite di questo bellissimo evento sportivo universitario su questo sito:
https://www.chess.com/it/news/view/bologna-vince-l-alma-mater-university-chess-tournament-2025
Notarstefano Tommaso



















