Disagi al Liceo dopo l’emergenza: famiglie chiedono soluzioni più eque

Riceviamo e pubblichiamo:


​Spettabile Redazione di Lucerabynight,
​Scriviamo con il fiele in corpo, stanchi di subire passivamente decisioni che calpestano i diritti dei nostri figli e il buonsenso più elementare. L’incendio al plesso Ipia è stato l’alibi perfetto per dare il via a una gestione dell’emergenza che definire fallimentare è un eufemismo.
​Quello che sta accadendo agli studenti dell’indirizzo classico è una discriminazione in piena regola. Perché solo loro devono subire l’umiliazione dei turni pomeridiani? È mai possibile che a nessuno sia “balenato” il sospetto che una rotazione equa tra le classi dello scientifico e del classico avrebbe almeno distribuito il peso del disagio? Invece no: si è scelto di creare studenti di serie A e studenti di serie B, condannando questi ultimi a un’esistenza da incubo.
​La situazione è diventata insostenibile sotto ogni profilo:
​Sicurezza e Pendolarismo: I nostri figli sono stati abbandonati a loro stessi. Rientrare in tarda serata significa affrontare un percorso a ostacoli tra corse degli autobus inesistenti e attese pericolose in strada al buio. Le famiglie sono costrette a farsi carico di spese extra insostenibili per trasporti privati solo per garantire l’incolumità dei ragazzi.
​Diritto allo Studio e al Benessere: Come si può pretendere un rendimento scolastico dignitoso da ragazzi privati dei tempi minimi di riposo e di studio individuale?. State annientando il loro benessere psicofisico e il loro futuro.
​Distruzione della Vita Familiare: La gestione quotidiana è saltata. I genitori non possono più conciliare il lavoro con la cura dei figli, e ogni attività extra-scolastica, sportiva o terapeutica è stata brutalmente cancellata.
​È scandaloso che non siano state minimamente prese in considerazione soluzioni alternative, come il reperimento di spazi presso oratori o altri edifici scolastici, pur di evitare questo scempio.
​Esigiamo il ripristino immediato di un orario civile e dignitoso. La tutela e il futuro dei nostri ragazzi devono essere la priorità, non l’ultima ruota del carro di una burocrazia cieca e discriminatoria. Non resteremo a guardare mentre svendete la salute e l’istruzione dei nostri figli.
​Due genitori indignati

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