Il gioco degli scacchi ha regole ben precise che si sono cristallizzate nel corso dei millenni. Delle numerose variazioni a cui lo stesso può essere soggetto, alcune sono ancora in auge con il nome di “Scacchi eterodossi”. Questo termine indica quindi una varietà di giochi per molti versi simili agli scacchi comuni, dai quali però differiscono in vari modi.
Vediamo una breve sintesi:
Gli scacchi eterodossi (o varianti scacchistiche) sono modalità di gioco basate sugli scacchi, ma con un certo numero di cambiamenti.
Questi possono includere:
posizione iniziale differente
differenti obiettivi (farsi dare matto, perdere tutti i pezzi)
regole differenti per movimento, cattura e scacco
tipi differenti di pezzi
scacchiere differenti (dimensioni diverse, cilindriche, sferiche, tridimensionali ecc.)


Fra gli scacchi eterodossi sono annoverati anche giochi a diffusione locale, alcuni, anche più antichi dei moderni scacchi, quali chaturanga, shatranj, xiangqi e shōgi, possiedono delle caratteristiche in comune con gli scacchi moderni e derivano probabilmente da un precedente gioco comune.
Una menzione speciale la meritano gli “scacchi progressivi” e il “vinci-perdi” (noto anche con il nome di “mangia-mangia”).
Gli scacchi progressivi sono una variante degli scacchi eterodossi in cui i giocatori, anziché eseguire una mossa a turno, eseguono serie sempre più lunghe di mosse. Il gioco inizia con il bianco che fa una mossa, quindi il nero ne fa due, poi il bianco risponde con tre, il nero con quattro e così via.
Si intuisce che una partita giocata con queste regole termina molto più rapidamente di una normale partita a scacchi. Inoltre la strategia è limitata e le combinazioni cui dà adito il gioco risulteranno spesso affascinanti e complessi.
Questa variante degli scacchi progressivi è stata ideata in Scozia e fu resa nota nel 1947 dal russo Eugene Znosko-Borovsky con il libro Lecturespour Tous, che la definì “una variante più attraente degli scacchi marsigliesi”. Il francese Joseph Boyer diede una descrizione di questo gioco nel libro Les jeux d’échecs non orthodoxes(Parigi, 1951). In Italia tra i primi a interessarsi a questa variante degli scacchi ci fu il maestro internazionale Francesco Scafarelli. Risulta una delle varianti più diffuse tra quelle che usano pezzi tradizionali.
Gli scacchi progressivi possono essere presenti anche in altre varianti; ad esempio, giocando a scacchi circe, tuttavia di norma si preferisce la variante progressiva.
Gli scacchi progressivi sono considerati particolarmente indicati per gli scacchi per corrispondenza o altro mezzo lento di comunicazione, poiché in genere le partite si chiudono in un numero ridotto di serie di mosse.
L’ A.I.S.E. (Associazione Italiana Scacchi Eterodossi) ha organizzato a partire dal 1975 diversi campionati italiani di scacchi progressivi, tutti giocati per corrispondenza (nei primi anni per posta e poi via e-mail).
A questo punto qualcuno di voi si sarà chiestoperché è stato dato il nome di “Scacchi Eterodossi”?
Semplice, perché quelli classici della FIDE erano, appunto, considerati sin troppo “ortodossi” ben sapendo che anche loro non erano di certo il gioco originale, del resto nessuno sa come fossero i ‘protoscacchi’ ma quel chaturangaindiano del VII secolo viene maggiormente considerato come il più accreditato precursore dell’attuale gioco: è con il chaturanga e le sue quattro ‘divisioni’ di un antico esercito (elefanti, carri, cavalleria e fanteria) che inizia la storia degli scacchi e da questo sarebbero derivate tutte le varianti degli scacchi. Come vedete questa “protesi” geniale degli scacchi Eterodossi derivante degli Scacchi Ortodossi riserva delle novità e sorprese a non finire, si aprono nuovi e meravigliosi orizzonti. I miei stessi allievi durante i corsi avanzati praticano spesso e giocano ben volentieri gli scacchi progressivi, e fanno tante partite di allenamento fra di loro, perché li aiuta a formare quel repertorio di “Visione strategica” e ad affinare la tecnica, in maniera semplice e lineare. E’ poi sono davvero fantasiosi e divertenti.
Tommaso Notarstefano



















