Lucera ‘in mostra’ al Festival della Valle d’Itria

-L-amore contrastato-. Questo il filo conduttore, prescelto dall-apparato artistico per il trentunesimo Festival della Valle d-Itria, annuale appuntamento d-elevata acculturazione musicale, in scena sulle tavole dei teatri pugliesi dal 21 luglio all-11 agosto prossimi, in quel di Martina Franca.


Nel ristretto quanto ambìto novero delle città accoglienti la rassegna, da sempre dedicata alla tradizione e all-innovazione nel comparto delle sette note, figura anche Lucera, inserita tra le cinque appendici, assieme a centri di non poco momento sul piano socio-demografico, quali Andria e Bitonto, in provincia di Bari. Come pure Brindisi e San Marco in Lamis.


Prevista la messinscena di tre opere liriche -d-antan-, ovverosia frutto dell-estro di compositori italiani, vissuti tra il Sette e il Novecento.


Il tutto in prima rappresentazione, quantomeno per i tempi moderni, in merito a tre nuove edizioni musicali e sei esibizioni concertistiche da parte dei più rinomati ensemble nazionali nonché internazionali, attesi alla kermesse.


L-amore osteggiato, al centro delle storie rappresentate, vive e muore tra lacrime, sorrisi e inganni.
Non è casuale che due siano i titoli operistici riservati a Romeo e Giulietta, e alle loro famiglie, -I Capuleti e i Montecchi-, capolavoro della letteratura universale.


Per il tramite della storia dei due giovani amanti consegnata al mito racchiuso in ogni rappresentazione artistica.


Sentimento, appassionato e terso, ma pur sempre impedito dalla rivalità e dagli odi interfamiliari, in cui le venefiche stille dell-inimicizia alimentano l-esito tragico.


Venuto alla luce nell-ormai lontano 1975, il Festival della -jonicità-, ha presentato nel tempo e continua a riproporre titoli inediti, in affiancamento a programmi di raro ascolto.


Attività, questa, oramai trentennale. E a cui in cinque diverse occasioni è andato -Premio Abbiati-, conferito dall-Associazione nazionale dei critici musicali italiani.


Non si contano, nella storia festivaliera, le opere riscoperte e rivelate, veri e propri capolavori consegnati all-oblio della memoria, le interpretazioni musicali rimaste celebri, le affermazioni di giovani e altrettanto straordinari attori.


L-occasione pare assai ghiotta, specie per la nostra città. Ancora una volta attesa a riflettere in ordine ai riverberi della propria immagine oltre gli angusti steccati di un non meno asfittico provincialismo. Stuzzicando – oltre ogni più rosea aspettativa – i palati dei musicofili più esigenti.


Certo, per scongiurare possibili intoppi, sarà necessario che delle ulteriori fasi tecnico- organizzative siano demandate, -in toto- o quasi alla civica Amministrazione.


Più in particolare all-Assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Turismo, la cui fase gestionale è stata ascritta, a partire da martedì scorso, 18 gennaio, al dottor Nicola Ciccarelli, già detentore della delega assessorile in ambito di Personale, Formazione Professionale e Lavoro.


A lui il malagevole compito di dar seguito all-attesa programmazione della stagione teatrale, e a questo punto di una legata a doppio filo alle estreme propaggini del miglior concertismo italiano.


Facendo del settore -cultural-turistico- il più autentico volano della locale economia.


Aldilà d-ogni parolaia proiezione onirica.


 


Costantino Montuori

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