Domenica 15 marzo si è tenuto il quinto appuntamento con la musica dell-Associazione Agimus di Lucera presso il Circolo Unione.
La serata ha visto esibirsi il duo chitarristico Les Deux Amis composto da Dario Belnudo e Fabio de Simone.
Nel 2005 hanno scelto questo tipo di formazione perché, ci dice Fabio de Simone -siamo chitarristi, è la nostra indole, ci piace unire due chitarre, le 12 corde; diceva Garcia Lorca -sei di carne e sei d-argento-. Abbiamo così la possibilità di portare avanti un certo repertorio-.
Entrambi diplomati al Conservatorio sono però in continua formazione, come ci spiega Dario Belnudo -ogni concerto sembra un arrivo ma, in realtà, è un nuovo punto di partenza; noi cerchiamo di fare sempre meglio e di essere sempre all-avanguardia-.
Il nome del duo nasce dall-opera 41 -Les Deux Amis- di Fernando Sor dedicata a Dionisio Aguado; la scelta è stata guidata sia dall-amicizia che lega i due musicisti che dall-importanza storica di questa opera.
Durante il concerto hanno eseguito:
Cancion und Bossa Nova ? Kircher / Montes;
Sonata op.35 ? Scarlatti;
Serenata I in La maggiore op.96 ? Carulli;
Suite italiana ? Gangi;
Largo e Rondeau ? Carulli;
Tango ? Farrauto;
What a wonderful world (arrangiamento e trascrizione di Fabio de Simone) ? Armstrong;
Jongo ? Bellinati.
Il loro repertorio esplora vari periodi dal 1500 al contemporaneo, passando per Suite Rinascimentali, Sonate barocche, composizioni dell-Ottocento e del Novecento; la scelta dei brani per i concerti viene effettuata con l-intento di soddisfare i gusti del pubblico per questo, ci spiega de Simone -la prima parte è più classica per accontentare chi vuole ascoltare qualcosa di squisitamente tecnico con opere del 1500, 1800; mentre nella seconda parte ci orientiamo più verso Bossa e latinoamericani per il pubblico più giovane-.
A questa concezione è dovuta l-introduzione di arrangiamenti di pezzi già noti ? -What a wonderful world- in questo caso ? che permettono di avvicinarsi alla musica e agli strumenti classici con maggiore confidenza. -C-è nel pubblico ? dice de Simone ? la visione della chitarra classica come qualcosa di -vecchio-, in realtà non è così perché è lo strumento principe di certa musica brasiliana, venezuelana, spagnola-.
Hanno apprezzato molto l-acustica della Sala del Circolo Unione e tutta l-organizzazione dell-evento -sono fattori che comunque influiscono sull-esito dell-esibizione nella quale cerchiamo di trasmettere tutte le nostre emozioni e tutta la nostra preparazione, soprattutto perché non basta il conservatorio ma la formazione è continua, si cresce durante i concerti, si cresce con il pubblico, si cresce con l-esperienza- afferma de Simone che ha scelto la chitarra classica perché se ne è letteralmente innamorato ascoltando suonare quello che poi sarebbe diventato il suo maestro -da ragazzino non conoscevo la chitarra classica ma quella acustica e quella elettrica che per prima avevo pensato di studiare poi però ascoltai la chitarra classica e rimasi senza parole perché è uno strumento polifonico, come il pianoforte, certo ha un-estensione minore, una tessitura più contenuta però permette di spaziare nel repertorio-. Ha cominciato verso i 14 anni Fabio de Simone e la sua esperienza aiuta a sfatare il mito che per raggiungere certi livelli di preparazione bisogna cominciare da piccolissimi -Questo infatti è un mito che voglio sfatare, come quello di essere stonati, a meno che non ci siano problemi fisici o organici, per il resto la voce si educa attraverso l-esercizio così come si impara lo strumento; è anche vero però che molto dipende da come e con chi si studia-.
Dario Belnudo invece si è indirizzato subito verso la chitarra -però più a livello amatoriale, con gli amici, anche nel gruppo folk del mio paese d-origine; all-età di 10 ? 11 anni mi sono avvicinato di più a quello che è il repertorio classico della chitarra ma solo verso i 18 anni ho acquisito la consapevolezza di quello che la chitarra poteva fare da sola, in duo, trio quindi la musica da camera e poi ho conosciuto Fabio e?- hanno unito le loro forze, le loro passioni, le loro chitarre.
Berenice Di Matto



















