M° Pier Narciso Masi: vocazione per la musica

Il grande pianista senese a Lucera grazie all-Agimus


 


Domenica, presso il Circolo Unione, si è aperta la terza stagione concertistica dell- Agimus (Associazione Giovanile Musicale) di Lucera con il concerto del grande Maestro Pier Narciso Masi, pianista e didatta richiestissimo in Italia e all-estero che ha tenuto innumerevoli concerti di musica da camera in ogni parte del mondo nelle più svariate formazioni con musicisti di chiarissima fama.


Ciò che maggiormente mi ha colpito di questa persona è stata la grande passione sulla quale è basato il suo rapporto con la musica: la sente in modo profondo estraniandosi completamente dal mondo reale per immergersi nel pezzo che esegue, per rendere l-idea del suo isolamento fa l-esempio del sottomarino che s-immerge ed esplora le profondità del mare, così lui si tuffa in se stesso per nuotare nella musica.


Il suo mondo è l-emozione, la sua, quella che prova -navigando- tra le note, e quella del pubblico che lo ascolta, e cita il filosofo Husserl parlando di queste sensazioni che si intrecciano tra lui e il pubblico, di questo scambio invisibile eppure così intenso.


Voleva studiare violino, poi il pianoforte ha avuto la meglio ma comunque la musica, sempre la musica che per lui, come ammette con un candore disarmante è semplicemente -il mezzo attraverso il quale mi esprimo meglio, tutti ne abbiamo uno- anche se sperimenta altri campi come la letteratura e la pittura.


Molto bravo anche con le parole, durante l-intervista, avendo la possibilità di parlare più dell-aspetto emotivo legato alla musica che dei dettagli prettamente tecnici, mostra in modo evidente la voglia di coinvolgere, di far scoprire ad un numero sempre maggiore di persone il mondo della musica, motivo per cui preferisce suonare in piccoli centri come il nostro dove, accanto a gente esperta, si possono -reclutare- nuovi cultori della musica. Ed è per questo motivo che i brani scelti per il concerto sono stati brani di una certa popolarità ? sonata in DO magg. KV330 di Mozart; sonata n.14 in DO diesis minore – Chiaro di luna- di Beethoven; ballata n.1 in SOL minore di Chopin; rapsodia n.1 op.79 di Brahms; fuori programma Prokofiev ? con l-intento di infoltire il pubblico senza -spaventare- con qualcosa di troppo intellettuale che avrebbe avuto, a detta del Maestro,  l-effetto controproducente di creare un distacco. Introduce all-opera Masi spiegando brevemente la storia che accompagna il brano che si appresta ad eseguire per guidare nella comprensione e nell-ascolto, sottolineando i particolari a cui prestare maggiormente attenzione.


Si è parlato di un certo reverenziale timore nei confronti della musica classica, la convinzione che sia necessaria una certa preparazione per comprenderla; mi ha fatto piacere sentire il punto di vista del Maestro il quale sostiene che -non esistono categorie come musica classica o altro, le categorie siamo noi a farle per semplicità- la musica è ? come tutta l-arte ? metafisica quindi è qualcosa che va sentito, che deve coinvolgere, è emozione; poi certo ci sono brani che esigono una preparazione maggiore ma questo non significa che la musica classica sia una musica d-elite come invece si è spesso portati a pensare.


La sua visione di musica come rivelazione di ciò che si ha dentro è costante anche nella sua attività di docente; quando gli ho chiesto cosa è fondamentale che i suoi allievi imparino, ha risposto che ciò che più conta per lui è riuscire a rendere libero il musicista attraverso una certa educazione, se così si può dire; -la libertà è profonda disciplina- dice, mira a rendere l-allievo libero di esprimere se stesso, aiutandolo a perfezionare la tecnica e a rimanere nello stile, il resto è tirare fuori il talento.


 


Grande maestro e grande uomo, disponibile, gentile e appassionato, come solo gli uomini talentuosi sanno essere.


 


Berenice Di Matto


 





 

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