Monumenti in abbandono ‘le Terme Romane’

Le Terme Romane vennero scoperte anni a dietro in Piazza San Matteo, durante il rifacimento dei marciapiedi che costeggiano il lato sinistro andando verso la Chiesa di San Ciro. La datazione dell-edificio termale risale al I° Secolo A.C., periodo al quale risale l-Anfiteatro Romano, anch-esse, probabilmente volute da Marco Vicilio Campo, Proconsole delle Civitas Legioni Lucerinorum, di presidio a Lucera, in onore dell-Imperatore Cesare Augusto, che visitò più volte Lucera, Civitas Colonia Romanorum, da lui voluta e amatissima. Dalla scoperta delle Terme Romane di acqua sotto i ponti ne è passata, oggi esse sono ridotte ad un ricettacolo di immondizia, protette da una sottile retina di recinzione, posta anni a dietro dalla Civica Amministrazione, ma nulla di più per esse è stato fatto. Probabilmente l-edificio termale allacciava gran parte dell-attuale Piazza San Matteo, di contro in molte parti, ove è possibile si potrebbe continuare gli scavi per poter portare alla luce ciò che ancora l-occhio umano non può scorgere, vi è poi l-esoso problema, ancora irrisolto, dello scavo che fronteggia l-attuale parte visiva delle Terme, ove doveva sorgere una palazzina, si sono scoperti altri reperti riguardante l-edificio romano, posto sotto sequestro dal Tribunale di Lucera, su richiesta della Sovrintendenza alle Belle Arti,  la situazione è ancora in una fase di stallo, nessuno si è preoccupato di risolvere la questione, lasciando inalterato un pericoloso aborto della mente umana, dimostrando ancora una volta come le civiche amministrazioni locali, non abbiano affatto a cuore le cose di Lucera, ma probabilmente i loro interessi, fin ora sono stati calamitanti da altre questioni. La soluzione non è poi di difficile attuazione, basterebbe completare gli scavi negli spazi ove sia possibile realizzarli, per portare alla luce quanto ancora è custodito dalle viscere della terra, ripulirli a dovere, illuminarla e porli sotto vetro pressurizzato, resistente al calpestio umano, creando suggestive visioni, anche solo passeggiandovi sopra, senza affrontare esosi costi, tale da rendere giustizia ad una antica piazza cittadina, adeguatamente recuperata. Restituire, se pur parzialmente, questo monumento ai suoi antichi fasti, è importantissimo per la Storia della nostra Lucera, di esso del resto, si hanno tracce rilevanti negli scritti dello Storico Romano Strabone, innamorato della cittadina Dauna, nei versi di Lucano il poeta dell-Impero, nella descrizione di Seneca e  Orazio, visitatori eccelsi  delle terme lucerine . Credo che tutto ciò sia più che sufficiente a rendere orgoglioso chiunque, cosa non farebbero altre comunità per annoverare nei loro luoghi tali icone monumentali; la nostra è assente, assopita in un sonno profondo da cui non vuole risvegliarsi, ma l-ora suona per tutti, la campana bette l-ultimo rintocco, sollevati Lucera, la tua storia te lo impone, la tua civiltà lo richiede, la tua cultura lo reclama, niente è impossibile, basta la volontà e la forza di tutti, per sollecitare gli ambienti giusti affinché Lucera non resti nel dimenticatoio, ma abbia il giusto posto che la  Storia gli ha assegnato. Ci giunge notizia, nello scrive quanto sopra, che vi è stato un serio interessamento al recupero di monumenti in stato di abbandono nella nostra città e nei suoi dintorni da parte del Sig. Gentile, già assessore nelle passate amministrazioni civiche e più volte consigliere comunale, il quale ha presentato un progetto di recuperi di detti monumenti di ? 150.000,00, in particolare vi sono serie probabilità per riportare ai suo antichi fasti sia il Ponte Romano conosciuto come Ponte Galluccio, ampiamente trattato in precedente al presente, con interessamento all-Architetto Serpente, già più volte progettista per il recupero dei monumenti di Lucera, tra i quali si ricorderà quello del Teatro Comunale Garibaldi, vera Bomboniera artistica della nostra Daunia, ma anche per le Terme romane, che oggi trattiamo, vi è un serio interessamento ad una sua definitiva e degna sistemazione. Il sig. gentile non è nuovo a queste sue battaglie, che gratificano la città e la sua persona, che al di là delle sue convinzioni o collocazioni politiche hanno il solo scopo di portare  Lucera in quel circolo nazionale di città d-arte che gli appartiene. Indubbiamente lodevole è l-iniziativa del Sig. gentile, che intende muovere anche quel torpore in cui attualmente vive la nostra città, ma ci ha precisato, che i progetti, pur di notevole interesse storico e culturale, anno bisogno di finanziamenti e che la loro presentazione, pur avendo una rilevante valenza, non è detto che alla fine essi siano finanziamenti dalla Regione Puglia, come spesso per la nostra Daunia accade. Crediamo che se tutti si fa parte di un determinato territorio, tutti hanno diritto di avere  le stesse possibilità di sviluppo, a bari si deve comprendere che la Puglia è integra nelle sue cinque province sempre, anche nei finanziamenti che stendono ad arrivare nella nostra Capitanata, fermandosi non si sa come sempre a Canosa, non ci si deve poi lamentare che certe tendenze secessionistiche trovino terreno fertile, per la Puglia perdere gran parte della provincia di Foggia, risulterebbe un grave ed incolmabile danno economico, tenendo presente che Lucera, legandosi al territorio del Molise, suo antico circondario, avrebbe la possibilità di diventarne la quarta Provincia, con tutti gli annessi e connessi, in particolare al gran numero di posti di lavori che si potrebbero creare. Noi ci sentiamo Pugliesi nel sangue, ma non possiamo tollerare più di essere ignorati da chi governa la regione adesso come in passato, ricordando loro che la Capitanata e per essa Lucera è stata è e continuerà ad essere il fulcro della civiltà, della storia e della cultura di questa nostra amata terra di Puglia.


De Simone Berardino

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