Mostra sulle Madri Costituenti: visitatori lasciati fuori


Riceviamo e pubblichiamo integralmente la segnalazione relativa alla mostra dedicata alle Madri Costituenti ospitata presso Palazzo d’Auria Secondo.

Le Madri Costituenti non costituiscono… un punto di interesse. Almeno per i loro organizzatori

A quanto pare la mostra sulla storia delle Madri Costituenti, le donne che, nel secondo dopoguerra, sono state elette all’Assemblea Costituente e che hanno contribuito a scrivere la nostra legge fondamentale, non “costituisce” qualcosa di molto interessante. E non dico per la gente del luogo. Intendo proprio per gli organizzatori della mostra stessa.

Almeno questo mi sento di affermare dopo che stamattina (un sabato mattina, il primo dopo la chiusura delle scuole, quindi il momento ideale per far visitare la mostra anche ai ragazzi) il Palazzo in cui è ospitata la mostra era chiuso e sprangato, e nessuno rispondeva né suonando al batacchio né citofonando.

Ci tengo subito a precisare che dai manifesti risultava che la mostra sarebbe stata visitabile dal giorno 4 fino a lunedì 9 giugno, dalle 10 alle 12 alla mattina e dalle 18 alle 20 al pomeriggio.

Io ci sono stata stamattina (sabato 7) alle 11 e, ripeto, era tutto sbarrato, e insieme a me ad attendere l’apertura erano presenti almeno altre 4 persone.

Solo grazie a una di queste 4 persone, che per puro caso conosceva un numero di telefono da contattare, siamo riusciti a farci aprire il portone del palazzo da una trafelata collaboratrice, che arrivava alle 11:20, dunque con un ritardo di 80 minuti sull’orario previsto di apertura. 

Considerando che la mostra sarebbe aperta per soli 5 giorni in tutto e solo per quattro ore al giorno, mi trovo costretta a pensare che le cose sono due: o per i proprietari e i gestori di Palazzo d’Auria Secondo tale “enorme” impegno è troppo gravoso, oppure per loro le nostre madri Costituenti non “costituiscono” una cosa sufficientemente interessante, nemmeno quando sono ospitate “in casa loro”… 

Qualunque delle due sia la motivazione, io chiederei alla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e soprattutto all’ANPI, la gloriosa associazione la cui storia non devo certo raccontare io, di scegliere meglio i propri partner per il futuro, perché quello che hanno scelto stavolta non solo si è macchiato di una grave negligenza, ma ha forse pensato che tutta la popolazione lucerina fosse altrettanto disinteressata e indifferente. E invece.

Annalisa Molfetta 

Risposta della Redazione:

Quanto riportato solleva interrogativi legittimi sull’organizzazione e sull’effettiva fruibilità di un evento culturale che, per il suo valore storico e simbolico, meriterebbe massima cura e attenzione.

Riteniamo doveroso, nell’interesse del pubblico e della completezza dell’informazione, offrire spazio a eventuali repliche o chiarimenti da parte degli organizzatori, dei gestori degli spazi coinvolti e degli enti promotori dell’iniziativa, in particolare la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e la sezione locale dell’ANPI.

Restiamo disponibili a pubblicare ogni comunicazione ufficiale che possa contribuire a fare chiarezza sui fatti segnalati.

La Redazione

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