L’Onciario lucerino del 1755

Il volume sarà presentato giovedì al convitto “Bonghi”
ECCO L-ONCIARIO 1755, ISTANTANEA DI LUCERA SOTTO I BORBONI
Riaprire i quaderni della memoria per capire meglio il presente. La presentazione dell-Onciario lucerino del 1755, che avverrà giovedì pomeriggio alle 18,30  nella sala convegni del Convitto Ruggero Bonghi, rappresenta, senza ombra di dubbio, una iniziativa da apprezzare. Se n-è fatta promotrice la Pro Loco lucerina presieduta dal professor Ercole Belmonte, con il patrocinio dell-Assessorato alla cultura e pubblica istruzione retto dalla dottoressa Antonietta D-Andola.
Il volume racchiude notizie quanto mai interessanti riguardanti il passato di Lucera: E l-Onciario costituisce un documento di consultazione indispensabile per quanti vogliono saperne di più, su un -epoca lontana, ma   non remota e che vide la nostra città governata da Carlo di Borbone.
Un-epoca controversa, soprattutto quando si parla del regno borbonico, che, secondo una amplissima storiografia, causò gravissimi danni a tutto il Meridione. Ma la realtà di quel tempo è ben diversa, ove si pensi che la prima strada ferrata europea fu quella realizzata proprio durante il regno borbonico. Metteva infatti in collegamento Napoli con Portici. E che dire delle innumerevoli fabbriche tessile disseminate in Campania e   nelle zone limitrofe ?
Tornando all-Onciario, un volume custodito nei sotterranei dell-Archivio di Stato a Lucera, esso contiene dati raccolti durante il censimento voluto da Carlo di Borbone.
Come ogni operazione del genere vi si possono leggere le descrizioni accurate dei nuclei familiari esistenti in Lucera nel XVIII secolo, le loro proprietà, le professioni e l-organizzazione sociale della città. Insomma una radiografia dell-epoca, pur senza avvalersi dei moderni strumenti di rilevazioni in uso dagli istituti statistici del nostro tempo. L-Istat per esempio che annualmente scatta la fotografia del Paese.
Gli iniziatori nell-arte di contare gli abitanti delle città furono i romani, che con il censo, indicavano la valutazione del patrimonio dei singoli cittadini, e quindi de loro status sociale. Non solo: attraverso il censimento era possibile, ieri come oggi, la consistenza numerica della popolazione, delle abitazioni appartenenti a qualsiasi ceto o gruppo sociale,delle industrie, dei commerci e dell-agricoltura. Poiché non è possibile attuare alcuna riforma in campo sociale, se prima non si conosce lo status della popolazione e delle città in cui vivevano, i Romani annettevano grandissima importanza ai dati che venivano fuori dal censimento, regolandosi di conseguenza.
Anche oggi, una dettagliata conoscenza delle condizioni di vita della popolazione, nel nostro caso lucerina, sarebbe indispensabile al fine di procedere a quegli aggiustamenti necessari per favorire dei miglioramenti. Certo, all-epoca dei Romani e anche durante il Regno dei Borboni tutto erta più semplice: La burocrazia, per esempio, non era invadente come lo è oggi, e forse, esistevano maggiori disponibilità economiche, senza le quali tutto diventa maledettamente difficile.
” L-Onciario del 1755 è il frutto di una ricerca storica condotta con molta cura, che mette in evidenza un periodo importante della lunga e gloriosa storia di Lucera” ha detto il professor Belmonte, mentre dalla voce dei due relatori, i professori Stefano Capone docente all-Università di Siena e Franco Uzzi sono attesi contributi ben più significativi.
Gianfranco Sammartino


 

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