I Templari a Lucera

La vita e la fine dell-Ordine cavalleresco dei Templari continua ad esercitare grande fascino, nonostante siano ormai passati molti secoli da quando, era il 1312, il papa Clemente V con la bolla Vox in excelsio ne decretò la soppressione. L-Ordine era stato istituito a Gerusalemme, intorno al 1119, per proteggere i luoghi santi e i pellegrini ed ebbe il suo quartier generale nella moschea Al Aqsa, sulla spianata dove anticamente sorgeva il tempio di Re Salomone. Per sostenere la presenza della milizia templare in Terra Santa, in Europa, l-Ordine si avvaleva di elemosina, donazioni di terre, chiese e rendite che affluivano da tutta la Cristianità. La presenza templare a Lucera, nel corso del XIII secolo, fu particolarmente rilevante a tal punto da suscitare invidie e gelosie da parte di altri ordini religiosi. Secodo i documenti giunti fino a noi, per esempio, il 16 giugno del 1226 il papa Onorio II intervenne in una controversia tra i Templari di Barletta e i cistercensi di Casanova (Penne) per alcuni possedimenti compresi tra Lucera e Serra. Nei dintorni di tali località, i Templari possedevano diverse masserie ricordate in un documento del 17 febbraio 1303, quando Carlo II d-Angiò scriveva a Santoro da Bitonto, a Giacomo da Peschici e al giudice Tommaso da Guglionisi affinché procedessero alla trattazione della causa tra i Templari e gli ufficiali della Curia per il possesso delle masserie di Casanova, S. Lucia di Rivamorto e Macchia Pentaricia, situate nel territorio di Lucera. La causa era stata sollecitata da lungo tempo e sempre dilazionata. Qualche anno dopo i Templari vennero ancora insidiati nei loro beni e nelle loro persone e il papa Benedetto XI intervenne in loro difesa comandando, in una lettera del 20 giugno 1304 al vescovo di Lucera, la città di Santa Maria, di far cessare le molestie nei confronti dei frati.
Nella primavera del 1307 i beni dei Templari di Lucera furono sequestrati e affidati alle cure di Bartolomeo de Carbonaro di Salpi e al notaio Giacomo di Santa Maria, amministratori per conto della Chiesa. A costoro il 27 marzo 1309 Roberto d-Angiò ordinò di mettere a disposizione quaranta buoi e tutti i bufali appartenuti ai Templari delle maestranze impegnate nel cantiere della nostra Cattedrale.

Facebook
WhatsApp
Email
Chi sceglieresti come sindaco per il futuro di Lucera?