Herman Hesse, Siddharta

Siddharta è l-opera di Hermann Hesse più nota; un romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1922, riscoperto negli ultimi decenni, soprattutto dai giovani. Siddharta è un cercatore che passa di esperienza in esperienza, nessuna condiderata definitiva. Egli cerca il tutto, il misterioso tutto che si veste di volti cangianti.


” A ogni passo del suo cammino Siddharta imparava qualcosa di nuovo, poichè il mondo era trasformato e il suo cuore ammaliato. Vedeva il sole sorgere sopra i monti boscosi e tramontare oltre le lontane spiagge popolate di palme. Di notte vedeva ordinarsi in cielo le stelle, e la falce della luna galleggiare come una nave nell-azzurro.Vedeva alberi, stelle, animali, nuvole, arcobaleni, rocce, erbe, fiori, ruscelli e fiumi; vedeva la rugiada luccicare nei cespugli al mattino, alti monti azzurri e diafani nella lontananza; gli uccelli cantavano e le api ronzavano, il vento vibrava argentino nelle risaie. Tutto questo era sempre esistito nei suoi mille aspetti variopinti, sempre erano sorti il sole e la luna, sempre avevano scrosciato i torrenti e ronzato le api, ma nel passato tutto ciò non era stato per Siddharta che un velo effimero e menzogniero calato davanti ai suoi occhi, considerato con diffidenza e destinato a essere trapassato  e dissolto dal pensiero, poichè non era realtà: la realtà era al di là delle cose visibili. Ma ora il suo occhio liberato s-indugiava al di qua, vedeva e riconosceva le cose visibili, cercava la sua patria in questo mondo, non cercava la Realtà, nè aspirava ad alcun al di là. Bello era il mondo a considerarlo così: senza indagine, così semplicemente, in una disposizione di spirito infantile. Belli la luna e gli astri, belli il ruscello e le sue sponde, il bosco e la roccia, la capra e il maggiolino, fiori e farfalle. Bello e piacevole andar così per il mondo e sentirsi così bambino, così risvegliato, così aperto all-immediatezza delle cose, così fiducioso. Diverso era ora l-ardore del sole sulla pelle, diversamente fredda l-acqua dei ruscelli e dei pozzi, altro le zucche e le banane. Brevi erano i giorni, brevi le notti, ogni ora volava via rapida come vela sul mare, e sotto la vela una barca carica di tesori, piena di gioia.”  


   

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