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Dimensionamento scolastico, la Corte Costituzionale boccia ricorsi

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In questi ultimi mesi si è fatto un gran parlare sulla questione Dimensionamento scolastico anche a Lucera (vedi questione Bozzini-Fasani), incontri e proposte non sono serviti a nulla, ed era prevedibile, anche se qualcuno ha sperato fino in fondo tentando la via dei ricorsi ai TAR, come hanno fatto alcune Regioni tra le quali la Puglia.
La bocciatura dei ricorsi è arrivata ieri 22 novembre dalla Corte Costituzionale che ha rigettati i ricorsi di Toscana, Emilia Romagna e Puglia.
La Corte Costituzionale ha preso una decisione importante riguardante il dimensionamento della rete scolastica in Italia, incidendo così direttamente sulle competenze regionali in materia di istruzione. Le Regioni Toscana, Emilia-Romagna e Puglia avevano presentato ricorsi contro varie disposizioni della legge n. 197 del 29 dicembre 2022, relative alla gestione del personale direttivo nelle scuole e alla ridefinizione delle istituzioni scolastiche autonome, in contestazione con il calo demografico.
La sentenza non è ancora stata depositata ma l’Ufficio comunicazione e stampa della Corte rende noto che -i ricorsi sono stati rigettati in quanto, pur realizzandosi una interferenza con la competenza regionale concorrente nella materia della istruzione, restano prevalenti le competenze statali riguardanti l’ordinamento e l’organizzazione amministrativa dello Stato. Del resto, sottolinea l’ufficio stampa, la normativa statale non richiede alle Regioni la chiusura di plessi scolastici quale conseguenza della determinazione del contingente organico dei dirigenti scolastici.
In relazione alla impugnazione regionale che chiedeva l’introduzione di una intesa al fine del riparto delle risorse del fondo di cui all’art. 1, comma 558, della stessa legge, la Corte ha invece dichiarato la illegittimità costituzionale della norma nella sola parte in cui non prevede l’acquisizione di un parere da parte della Conferenza unificata.
In pratica, per il prossimo anno scolastico 2024/2025 Lucera avrà due istituti comprensivi, il Tommasone-Alighieri e il Manzoni-Radice, per il terzo Bozzini-Fasani (che scomparirà solo sulla carta) vedrà la sola soppressione della dirigenza e segreteria, ma le sedi non saranno toccate, si dovrà poi verificare come saranno divisi i plessi e se sarà un accorpamento o fusione.
Terminato l'iter burocratico ora si attendono le decisioni degli uffici regionali.

(A.B.)

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