Lucera, 24 Giugno 2024

Francesca Niro : Occasione per una programmazione culturale seria

Riceviamo e integralmente pubblichiamo una dichiarazione ricevuta dalla consigliera comunale di Lucera, Francesca Niro.



di seguito il testo





Il giorno 29 agosto sono finalmente ripresi i lavori della Ia commissione consiliare che si occupa di cultura ed istruzione e per i componenti come la sottoscritta è stata l’occasione per incontrare Pasquale Gatta, uno dei coordinatori incaricato di preparare con la Links il dossier per la candidatura di Lucera a capitale della cultura.

Nel mio intervento in commissione sono partita dall’esprimere pubblicamente il personale apprezzamento per un’opportunità del genere alla quale anche noi forze di opposizione vogliamo dare il nostro contributo con proposte progettuali e partecipazione ai tavoli di co-progettazione, perchè la nostra città merita di vincere per la sua storia e i suoi monumenti.

Certo, i tempi sono strettissimi e ci avrebbe fatto piacere essere coinvolti prima in una fase preparatoria alla candidatura del 4 luglio, per non arrivare in affanno, con il rischio di lasciare fuori attori importanti come le scuole a cui non si può pensare di chiedere a fine agosto proposte progettuali da presentare entro il 10 settembre, visto che i docenti iniziano a riunirsi il 1o del mese e gli studenti tornano in classe il 14 settembre.

La candidatura, infatti, è stata annunciata dal Sindaco il 4 luglio come un fulmine a ciel sereno in una conferenza stampa, senza che mai neppure in commissione cultura si fosse mai cominciato a ragionare dell’opportunità o meno di una simile importante idea e della modalità migliore per realizzarla.

Ora, però, non possiamo, pur con tante perplessità legate ai tempi e alle proposte da avanzare, tirarci indietro, la sfida è stata lanciata.

L’ auspicio è che questa, indipendentemente dal risultato, sia l’occasione per iniziare veramente a lavorare ad una programmazione culturale seria, organica e sistematica che parta da una visione di cosa dev’essere questa città e di quale identità vuole darsi, perché bisogna chiedersi se, per esempio, puntiamo solo a riempire una piazza, indipendentemente dalla qualità del prodotto che si offre al pubblico dei cittadini, o si vuole volare alto senza rinunciare al più ampio consenso.

E’ questa anche l’occasione per chiedersi come fare a coinvolgere in un discorso culturale cittadino non solo il solito pubblico, sempre lo stesso, che si ritrova ai principali eventi culturali numerosi in città ma quelle larghe fette della cittadinanza che normalmente ne rimangono tagliate fuori, come i giovani, che vanno ascoltati e a cui vanno dati spazi in cui esprimersi, per evitare che vadano ad imbrattare monumenti e a fare skateboard nelle fontane.

Solo se saremo in grado di vincere queste sfide, solo se la politica culturale avrà effetti benefici e duraturi sul benessere dei cittadini, avremo fatto un buon servizio alla comunità e avremo speso bene le importanti risorse finanziarie pubbliche investite in questa operazione di “marketing culturale”, altrimenti sarà solo una vetrina elettorale e una passerella per personaggi in cerca d’autore.



Francesca Niro, consigliere comunale

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