Eccellenze lucerine a cura di Dionisio Morlacco ‘ Profili biografici: Mons. Ciro Fanelli

Nasce a Lucera il 2 ottobre 1964 da Giuseppe e Maria Antonietta Iavagnilio. Dopo gli studi compiuti nel Liceo Classico “R. Bonghi” della città natia, si porta a frequentare il corso istituzionale filosofico-teologico presso il Pontificio Seminario Interregionale Campano di Posillipo (Napoli) e nel 1990 consegue il grado di baccelliere in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale Sez. San Luigi (Napoli); nel 1995 ottiene la licenza in Teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Conseguita l’ordinazione presbiteriale (15.9.1990) svolge varie significative funzioni nella diocesi di Lucera-Troia: innanzitutto di segretario personale dei vescovi Mons. Raffaele Castielli e Mons. Francesco Zerrillo; di Collaboratore Pastorale nella Parrocchia di S. Giacomo Maggiore Apostolo di Lucera (1991-2007) e parroco della stessa (2007-2010); di Direttore Spirituale del Seminario Vescovile di Lucera, di Vice-direttore del Centro Diocesano Vocazioni, di Vice Assistente Diocesano dell’Azione Cattolica dei ragazzi (dal 1991 al 2008); di Responsabile diocesano dell’Unione Apostolica del Clero (1996-1999); di Vice-Economo diocesano (1996-2008); di Docente di Teologia dell’Istituto Diocesano di Scienze Religiose (1997-2007); di Assistente diocesano di Rinascita Cristiana e di Vice-Assistente delle Missionarie della Regalità di Cristo (dal 2000); di Responsabile della formazione dei preti e dei seminaristi teologici (2001-2007); di Assistente Diocesano dell’Azione Cattolica di Lucera-Troia, prima del settore giovanile e poi del settore adulti, dei quali è anche assistente unitario (2008-2017); di Postulatore per la fase diocesana della Causa di Canonizzazione del Servo di Dio Don Alessandro di Troja, e ancora di Canonico del Capitolo (dal 2006) e parroco della Cattedrale di Lucera (dal 2010) fino alla nomina episcopale. Per diversi anni (dal 2010 al 2016) per incarico della Segreteria di Stato è membro del Consiglio di amministrazione dell’Immobiliare Casa Sollievo della Sofferenza S.p.A. di S. Giovanni Rotondo e dal 2014 di Assistente dell’Associazione Medici Cattolici Italiani. Nel 2008 (21 giugno) il vescovo Domenico Cornacchia lo nomina vicario generale della diocesi e, riconfermato dal successore Mons. Giuseppe Giuliano, conserva tale mansione fino all’elezione episcopale. Dallo stesso vescovo Cornacchia nel 2016 (22 febbraio) è designato anche amministratore diocesano di Lucera-Troia, e quest’incarico ricopre fino all’ingresso del nuovo vescovo Giuliano (4.2.2017). In tutti questi incarichi Fanelli si prodiga con spirito di abnegazione e di solidarietà, e, senza far sentire il peso della sua presenza e del suo ruolo, da prete illuminato prende le decisioni giuste e importanti. Il 4 agosto 2017 il papa Francesco lo nomina vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa -, diocesi che conta quindici comuni, 85 mila ab. e 33 parrocchie, con una quarantina di preti, compresi una decina di religiosi tra padri trinitari, francescani e una comunità monastica -, succedendo a Gianfranco Todisco, che, rinunciando al governo episcopale per continuare la sua missione nell’arcidiocesi di Tegucigalpa in Honduras, lascia al nuovo presule una pesante eredità. Ad annunciare – tra “sorpresa e stupore” – la sua nomina nel Salone degli Stemmi del vescovado di Melfi, è l’amministratore diocesano don Vincenzo Vigilante: un lungo applauso da parte dei numerosi presenti fa seguito all’annuncio1 e le campane suonano a stormo contemporaneamente sia a Melfi che a Lucera, dove il suono è “gioioso, persistente, autorevole, penetrante”. L’ordinazione episcopale avviene il 18 ottobre 2017, a due mesi e mezzo dalla elezione da parte di Papa Francesco – nel giorno che coincide con la data del battesimo di don Ciro – nella Cattedrale di Lucera per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo Giuseppe Giuliano,2 e il 4 novembre successivo il nuovo presule fa il suo ingresso ufficiale nella diocesi di Melfi. L’elezione e la consacrazione sono considerate dai concittadini un dono di Dio a una persona “amabile, discreta, saggia ed attiva” per la sua “capacità di essere alla portata di tutti, di saper ascoltare con umiltà e carità e farsi ascoltare” (P. Fernando Angelini). Quattro giorni dopo l’ordinazione, celebrando nel Duomo lucerino la sua prima messa pontificale (22 ottobre), esorta i fedeli a “fargli posto nel loro cuore”, e “nel saluto alla diocesi di Melfi proclama solennemente ‘tutto faccio per il Vangelo’ – OMNIA PROPTER EVANGELIUM, espressione tratta dalla Prima Lettera ai Corinzi di S. Paolo,che diventa il motto del suo stemma episcopale – manifestando la gioia di stare nella nuova comunità con l’intento di spendersi completamente al suo servizio, soprattutto sotto il profilo spirituale e pastorale con spirito di abnegazione e di solidarietà”. Il primo breve ritorno nella città natia Mons. Fanelli lo compie il 31 marzo 2019, seguito da due pullman di pellegrini provenienti da Melfi, Rionero in Vulture e Monticchio Laghi per un ritiro spirituale e per l’ascolto della catechesi che lo stesso Mons. Ciro Fanelli tiene all’Oasi Betania.

Mite ed affabile, il vescovo Fanelli con accresciuto impegno continua in terra lucana la sua missione di guida della comunità ecclesiale, con particolare attenzione per quanti si trovano in affanno sociale, ciò che dichiara nel discorso di “buon anno” del 1° gennaio 2021: “Penso a tutti, ma in modo particolare alle tante persone e alle tante famiglie che hanno sofferto e soffrono per i mali causati dal Covid-19: danni alla salute, problemi economici e sociali; lutti, disagi psicologici, perdita di lavoro, mancanza di piena socializzazione… Per il cristiano augurarsi ‘buon anno’ deve significare anche coinvolgimento della volontà e della responsabilità”, deve significare prendersi “cura gli uni degli altri”, perché “nessuno si salva da solo”. E ancora: “Il mondo, la Chiesa, la società, i nostri paesi, le varie realtà in cui viviamo hanno bisogno non di ‘dinamitardi’ della diffidenza e dell’indifferenza, della maldicenza e dell’apatia, ma di instancabili ‘artigiani’ di pace e di tenerezza, di compassione e di solidarietà, disposti ad avviare concreti processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e con audacia”.

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1. Il Salone è “affollato all’incredibile non tanto da preti, che sono appena una quarantina in tutto, ma soprattutto da laici impegnati, da fedeli anonimi e da curiosi”.

2. Sono presenti come con-ordinanti Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, già Vescovo di Lucera; sono presenti anche Mons. Francesco Zerrillo, anch’egli già Vescovo di Lucera, il Cardinale Salvatore De Giorgi, Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto e Presidente della conferenza episcopale pugliese, Mathieu Madega, Presidente dei vescovi del Gabon, insieme con le autorità civili e militari e numerosi sacerdoti, fedeli ed esponenti di parrocchie, di cui oltre duecento accorsi dalla diocesi melfitana.

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