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Vangelo della Domenica: chi vuol essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti.

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XXIX domenica per annum – B – “…chi vuol essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti.”
Il brano del Vangelo che oggi ascolteremo ha come messaggio centrale quella che possiamo definire la missione di Gesù: essere tra gli uomini “colui che è venuto a servire e a dare la vita per tutti”. Come sempre gli apostoli sono così “duri di cuore e tardi a capire”. Sono nella sequela di Gesù ma “arrancano faticosamente” a stargli dietro. Sono col Maestro ma non riescono a “volare” alto con Lui. Due (Giacomo e Giovanni) vanno dal Maestro (quasi presumendo di essere nel giusto) per chiedergli di essere  - poiché chiamati fin dalla “prima ora” -  anche tra i primi a godere di una certa “importanza” e “potere” sedendo chi a destra e chi a sinistra, nella sua gloria. Gesù (come ha fatto con Pietro nella professione di fede sul lago di Cafarnao) anche a questi discepoli deve ricordare che Lui è venuto a servire e a dare la vita per tutti. È venuto ad essere lo schiavo di tutti e a salvare tutti nell’obbedienza della croce. Ancora una volta il Signore deve riaffermare che nel suo Regno le parti si invertono terribilmente e chi “vuol essere il  primo sia l’ultimo e lo schiavo di tutti”!
Ancora una volta il Signore vuole verificare anche noi circa il nostro essere con Lui, il nostro essere nella sequela dietro a Lui: se davvero siamo anche noi convinti che il vero potere è servire e non presumere di sentirci “qualcuno”. La logica del Regno di Gesù è contraria alle nostre piccole logiche umane. Quante volte anche noi siamo solo alla ricerca di un piccolo spazio di potere. Quante volte anche noi “presentiamo il conto al Padreterno”, e poiché siamo con Lui e al suo servizio da sempre o dalla nostra “prima ora” pretendiamo ci poter vantare crediti e diritti. Anche noi chiediamo di avere “un posto” nella gerarchia della nostra chiesa, della nostra parrocchia, della nostra associazione, del nostro gruppo o ambito di servizio. 
Anche a noi il Signore (e quanta pazienza ha Gesù anche con noi) deve ricordarci che nel suo regno le logiche umane non sono di moda e non trovano spazio! Anche a noi deve ricordare che solo nel servizio il discepolo, che è nella via della sequela, trova la sua ragione di essere. Lo stile del Maestro dev’essere anche lo stile del discepolo! E se Lui, che “è Maestro e Signore” ha lavato i piedi a tutti, anche noi non possiamo fare diversamente. Se siamo “suoi”, tali ci dobbiamo riconoscere nel sevizio e pronti a metterci ai piedi dei fratelli che aspettano anche da noi un gesto di carità, di accoglienza, di comprensione e di compassione. Come il Maestro! Come Gesù, pronti a dare la vita, i nostri talenti, il nostro tempo, consumando tutto nell’unico vero ideale: servire, servire, servire!
Grande ideale, ma costoso e impegnativo. Si potrà realizzare nella nostra vita solo se sapremo essere capaci di “sacrificio”: l’amore e il servizio costano! Ma non dobbiamo temere, perché sempre, casomai un poco più avanti a noi, c’è Gesù, che ci incoraggia nel servire i fratelli. Allora, sì col suo esempio e la sua forza (=eucaristia) ce la faremo. E lo riconosceremo nei fratelli che serviremo e ameremo. Solo così REGNEREMO!!!!

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