Oggi è previsto l-ultimo incontro per il ciclo dedicato alla Lucera Barocca.
Studio9 era presente anche venerdì scorso, 20 giugno, e qui Vi propone un video della conferenza del prof. Christian de Letteriis che ha illustrato gli altari barocchi e in particolare quello della Chiesa del Carmine di Lucera e di altre simili sparse tra i paesi del Subappennino e San Severo.
Gli incontri sono promossi dal Club Unesco “Federico II” di Lucera, in collaborazione con l-Ufficio Diocesano per i Beni Ecclesiastici di Lucera – Troia, il Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia e la Soprintendenza Archivistica Regionale. Hanno collaborato, inoltre, anche le Associazioni “Terzo Millennio” e “Daunia Vetus”.
E- certamente una iniziativa lodevole in quanto sta facendo conoscere una Lucera inedita, quasi nascosta, ma che sicuramente attrae e stupisce. La Lucera del -600 e del -700, così come l- Europa e specie la Spagna e l-Italia, oltre che le colonie iberiche delle Americhe, furono attraversate dal Barocco e dalla sua arte, male definita solo come “bizzarra”, “eccentrica”, “stravagante”, ma in realtà “vera” arte, caratterizzata da movimento, energia e tensione, capaci di esprimere forti emozioni e tanta spiritualità.
Da noi si è fondata sull-opera di artisti in particolare di scuola napoletana (Salemme, Cimafonte, ecc.).
E così gli altari barocchi che ornano le nostre chiese sono dei veri capolavori che passano in sordina o peggio sono stati divelti e spostati in depositi dimenticati o addirittura ridotti a pezzettini, come nel caso della Cattedrale di Troia, dove anche la balaustra del presbiterio ha fatto la stessa fine.
“Occorre solo il coraggio di rimettere tutto al suo posto” ha evidenziato il prof. de Letteriis, in modo da recuperare un vero patrimonio artistico.
Come sono da recuperare tanti altri Beni Artistici, come il complesso di Santa Caterina a Lucera.
Ha ricordato infatti un-appassionata di arte e di storia presente all-incontro: “Non è possibile che la Chiesa e la Sacrestia di Santa Caterina, affidate alla diocesi, siano state ristrutturate, mentre il resto con l-ex convento e il chiostro utilizzati dallo Stato anche come scuola” e affidati negli anni trenta e quaranta ai Giuseppini del Murialdo (ndr) è in uno stato di completo abbandono.
E sulle condizioni dei nostri monumenti c-è stato un altro intervento dal pubblico che ha evidenziato come la scarsa sensibilità storica e artistica dei lucerini e in particolare dei giovani sia dovuta anche all-insegnamento parziale della storia a scuola.
E il dott. Massimiliano Monaco, coordinatore degli incontri, ha fatto proprie queste considerazioni e ha rilanciato un vero e proprio appello che sta anche all-origine degli incontri: tutti siamo chiamati ad una maggiore consapevolezza di ciò che ci appartiene e del valore eccelso della nostra storia e del patrimonio artistico di Lucera e di tutta la nostra zona.
Questo appello lo facciamo nostro e invitiamo soprattutto i famosi vandali a smetterla di sfogare sui monumenti la loro aggressività e il loro disagio sociale: pensassero ad “aggiustare” sè stessi e a non rovinare ciò che abbiamo di così prezioso!
di Luigi Salome



















