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Aiga e Azione offrono un assist al Tribunale di Lucera

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Prima l'Associazione Nazionale Giovani Avvocati di Foggia, eppoi il movimento politico Azione hanno puntato i fari sulla geografia giudiziaria di Capitanata. Lucera compresa s'intende. L'Aiga è arrivata ad indire un'astensione dalle udienze giudiziarie compresa tra il 12 ed il 16 luglio. Le ragioni ispiratrici della protesta risiedono anche nel fatto che "il Tribunale di Foggia è affetto da un'endemica ed ormai intollerabile carenza di spazi e di infrastrutture, la cui vetustà e la contestuale mancanza dei regolari interventi di manutenzione straordinaria ne sta causando il progressivo e generale decadimento". È quanto si apprende dal documento a firma dei giovani operatori del diritto. Un assist indiretto, il loro, con cui infondere nuova linfa al processo politico-istituzionale per la riapertura del Palazzo di Giustizia lucerino. 

Su questa scia si innesta l'intervento del parlamentare foggiano Nunzio Angiola. Quello scaturito dagli ultimi fatti di sangue registrati nel Foggiano. L'alfiere del partito di Carlo Calenda ha richiamato l'attenzione non solo del Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, ma anche del Guardasigilli Marta Cartabia. 

"La riforma del 2013 ha cancellato dall'attuale territorio del circondario di Foggia ben sette sedi di uffici giudiziari. Questo è un fatto assai grave che ha avuto conseguenze devastanti", ha evidenziato Angiola prendendo la parola in Parlamento. 

"I dati statistici successivi alla riforma del 2013 documentano un risultato drammatico. Con la concentrazione sul Tribunale di Foggia di tutti i processi monocratici si è registrato un incremento esponenziale delle pendenze, aumentate tra il 2013 e il mese di luglio 2021 di 5.189 processi (+79,60%). Non parliamo poi della drammatica mancanza di aule, in cui svolgere le udienze penali monocratiche", ha precisato ancora il deputato di Azione. 

"Ecco perché occorre tornare a celebrare i dibattimenti penali monocratici presso le sedi giudiziarie periferiche, cancellate dalla riforma del 2013, con un sensibile potenziamento degli organici dei magistrati e, soprattutto, del personale amministrativo", questa la proposta di Angiola. 

Il dibattito resta vivido. E tocca un nervo scoperto per le comunità locali. A partire dalla nostra, penalizzata dalla soppressione di una sede giudiziaria storica e non meno strategica per il comprensorio di riferimento. Aldilà del fatto che la giustizia non dovrebbe conoscere confini per essere amministrata al meglio. Eppure un tale concetto sembra passare in cavalleria. Qui come altrove. 

Costantino Montuori

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