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Serie A, i calciatori più amati degli ultimi 20 anni

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Col passare degli anni molti calciatori finiscono col diventare dei veri e propri beniamini per i tifosi. D’altro canto, i giocatori appaiono spesso come dei modelli per chi sogna di giocare a pallone sin da bambino. I grandi campioni non possono fare a meno di attirare l’attenzione su di sé e negli ultimi 20 anni i nomi altisonanti sono stati innumerevoli. Potremmo citare addirittura Roberto Baggio, icona degli anni ’90, ma che ha contrassegnato anche l’alba del nuovo millennio, con una lunga querelle sulla possibilità di partecipare ai Mondiali di Giappone e Corea del 2002. Al “Divin Codino” fu riservata addirittura una partita d’addio con la Nazionale nel 2004 e qualche addetto ai lavori aveva indicato il suo nome persino per l’Europeo che si sarebbe disputato nello stesso anno. Baggio ha saputo unire i cuori di tutti i tifosi d’Italia con la maglia azzurra. Probabilmente nessuno ha ottenuto apprezzamenti vasti come lui nella storia del calcio italiano.

Negli anni a venire, comunque, anche elementi che non hanno conosciuto una carriera particolarmente gloriosa sono entrati per sempre nella memoria collettiva. Galeotto fu il Mondiale del 2006: a quelli dei vari Cannavaro, Buffon, Totti e Del Piero, già campioni riconosciuti a livello internazionale, si aggiunse nell’Olimpo del calcio italiano il nome di Fabio Grosso, autore di almeno 3 azioni decisive nella rassegna iridata vinta dagli azzurri: il penalty procurato contro l’Australia, il gol nella semifinale con la Germania e il rigore decisivo per alzare la Coppa del Mondo. A distanza di 15 anni dalla notte di Berlino, i 23 campioni del mondo guidati da Lippi vengono ricordati volentieri anche a mezzo social, strumento assente all’epoca.

Gli ultimi 10 anni della Serie A hanno visto il ritiro di alcuni dei giocatori più amati. Dopo una lunga trattativa con la Juventus, Alessandro Del Piero fu costretto a lasciare i bianconeri nel 2012, continuando la sua carriera in Australia. Francesco Totti, invece, ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2017, alla soglia dei 41 anni. Anche le milanesi hanno conosciuto addii dolorosi: Paolo Maldini, vincitore di ben 5 Champions League, ha lasciato il calcio giocato nel 2009 e solo di recente è tornato nel Milan con una veste dirigenziale. Javier Zanetti, capitano dell’Inter, ha smesso di giocare invece nel 2014.

Chissà se giocatori del genere torneranno più? Come spiega questa infografica sulle “iconiche” bandiere del calcio è diventato sempre più difficile rimanere per l’intera carriera in una singola squadra, resistendo alle sirene di mercato. Talvolta, invece, alcuni calciatori sono costretti a lasciare controvoglia la loro maglia preferita. Paolo Cannavaro, ad esempio, fu epurato dal Napoli nel gennaio del 2014. Alessandro Florenzi, che si era ritagliato uno spazio importante a Roma, non ha mai trovato il giusto feeling con Fonseca e non veste giallorosso già da più di un anno.

Volendo provare a individuare chi saranno i capitani di domani, sono pochi i nomi che possono essere suggeriti. Donnarumma ha avuto qualche scontro con la tifoseria rossonera in passato, ma per il momento non si parla di addio e il ritorno del Milan in Champions dovrebbe favorirne la permanenza alla corte di Pioli. Alla Roma Zaniolo e Pellegrini sono due oggetti misteriosi: il primo ha subito due infortuni pesanti, mentre il secondo viene criticato spesso per il suo rendimento altalenante. Il precedente di Bonucci parla chiaro: il difensore, che sembrava aver sposato in toto la filosofia della Juventus, aveva rotto con i bianconeri per passare al Milan, prima di tornare nuovamente a Torino. Insomma, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

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