Il linguaggio mistico nella spiritualità di Santa Chiara
Testo certamente impegnativo, e che segna una tappa significativa negli studi clariani, è quello offertoci da Padre Raffaele Di Muro, Dottore in Teologia Spirituale, Superiore del Convento dei Frati Minori Conventuali di Benevento e responsabile nella formazione dei Novizi della sua provincia religiosa.
Padre Raffaele è un frate francescano della Diocesi di Lucera – Troia ed è stato ordinato sacerdote nel 2001 dall-allora Vescovo, mons. Francesco Zerrillo.
L-autore , inoltre, è specializzato in spiritualità francescana, ha conseguito il titolo di grafologo presso l-Istituto Superiore di Grafologia -G. Moretti- di Roma ed ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso l-Università di Bari. Con uno studio ad ampio raggio di documentazione riportata integralmente nell-esauriente bibliografia e pertinente attenzione analitica agli scritti della santa (La mistica sponsale e contemplativa di Chiara d-Assisi), La Laurenziana, Napoli, pp. 336 ), Padre Raffaele Di Muro si inoltra nella difficile problematica di individuare una valenza mistica nella spiritualità di Chiara di Assisi e la coglie nella peculiarità della categoria sponsale e della dimensione contemplativa.
E- quanto di più proprio potesse emergere, finalmente focalizzato, da una tradizione che ci tramanda, benché a contorni imprecisi, il volto interiore della Assisiate che, se è vero che emerge come claustrale per eccellenza nella sua vita orante tutta dedita a Dio, dall-altra pure non riusciva a celare una forte personalità femminile non priva di divina passionalità, specialmente nelle Lettere inviate alla grande e stimata consorella di Praga, S. Agnese di Boemia.
Tuttavia, anche se è vero che se di mistica si vuol parlare per Santa Chiara, occorre considerarne le modalità specifiche, oltre l-accezione comune del termine.
Interessanti sono le pagine concernenti il -linguaggio sponsale-, nelle quali l-autore spiega che quest-ultimo trascende l-esperienza umana. Il simbolo ha sempre un riferimento esplicito all-esperienza umana. La figura serve per far comprendere all-interlocutore cosa è avvenuto in una esperienza mistica. La sponsalità diventa il luogo ermeneutico per capire quanto accade tra Dio, che si fa incontro alla sua creatura, e l- uomo che va incontro al suo Creatore.
Non è espressione dell-eros dell-uomo ma dell-agape di Dio.
Dunque, alla luce delle determinazioni dell-autore di questo libro, può dirsi che S. Chiara è davvero una mistica.
Antonio Di Muro



















