Il nuovo libro di don Antonio Pitta

La seconda lettera di Paolo ai Corinzi



 


La seconda lettera ai Corinzi, a cura di Antonio Pitta, Roma, Borla , 2006, 629 , ? 56,00 – : è questo il titolo del nuovo libro di mons. Antonio Pitta, Vicario Episcopale della Diocesi Lucera – Troia,  libro che ha meritato una importante recensione della prestigiosa rivista – La Civiltà Cattolica – .


Mons. Pitta al suo attivo ha già il commento ad altre lettere di Paolo, come Galati e Romani , la cui complessità è proverbiale.


Anche la  seconda lettera ai Corinzi, però, presenta un certo numero di problemi, tanto che da alcuni autori è stata addirittura definita la lettera più difficile dell-epistolario paolino.


Giustamente  il commento di questa lettera richiede spazio ( 629 pagine ! ) e tempo ( anche da parte del lettore ).


Pitta affronta all-inizio una questione  di capitale importanza per l-analisi successiva, quella dell-integrità o della natura redazionale di questa lettera .


Detto in altri termini: si tratta  di una lettera unitaria e integra, o piuttosto in essa confluiscono  due o più lettere  inviate da Paolo alla comunità di Corinto ?


Per tranquillità del lettore sia chiarito subito che la risposta a questa domanda non mette in discussione la canonicità di questo scritto, ma ha conseguenze sul modo di comprendere l-epistola .


Anche se nessun autore mette in discussione l-autenticità paolina della lettera , infatti, cambia il modo di interpretarla a seconda della risposta fornita a tale interrogativo .


L-autore passa in rassegna le varie opzioni e arriva a concludere che in questa lettera confluiscono due scritti , individuabile rispettivamente in 2 Cor 1-9 e 10-13 . Paolo avrebbe inviato a Corinto queste due lettere autonome, che sarebbero poi confluite in un unico scritto che corrisponde alla seconda lettera ai Corinzi che noi  possediamo.


Entrambe le lettere sviluppano una tematica simile: la messa in discussione dell-apostolato di Paolo.


Non sappiamo chi ha realizzato tale fusione e nemmeno con esattezza quando essa ha avuto luogo, anche se esistono, naturalmente , varie ipotesi in merito.


Chi sono gli oppositori di Paolo ?


Anche a questa seconda domanda non si può rispondere con certezza e, di nuovo ,varie ipotesi sono state formulate, mentre è certo che Paolo è stato a Corinto e ha avuto con quella comunità rapporti stretti, ma tormentati.


In fondo non è così fondamentale  poter dare una risposta sicura o almeno plausibile a queste e ad altre domande , perché essenziale per noi è  poter leggere il testo.


Prima di passare all-esegesi vera e propria, sempre nell-introduzione, l-autore analizza la seconda lettera ai Corinzi dal punto di vista retorico-letterario .Si tratta di un approccio che si è diffuso negli ultimi decenni e ha dato buoni risultati per quel che riguarda lo studio delle lettere paoline.


L-ipotesi  di fondo è che sia possibile analizzare le lettere paoline applicando ad esse i modelli della retorica  greco-latina classica.


Il lettore che non ha familiarità con tale metodologia forse si sentirà  disagio incontrando termini come probativo, propositio, inventio, syncrisis ecc., ma supererà abbastanza facilmente lo sconcerto iniziale leggendo con attenzione il testo.


Comunque anche l-analisi retorica conferma l-impressione iniziale  di trovarsi di fronte a due distinte lettere .


La parte più consistente del volume  è  ovviamente dedicata alla traduzione  e all-analisi esegetica della lettera., condotta in modo molto analitico e corredata da un ricco apparato di note a pie- pagina .


Oltre al commento , in questa parte vengono inseriti un certo numero di excursus dedicati all-approfondimento puntuale di alcune questioni specifiche: l-antica e la nuova alleanza; midrash  o  intertestualità ; interpolazione successiva o vituperazione contro gli avversari ecc .


La parte finale, più breve e di carattere sintetico, è dedicata al messaggio e alla storia dell-interpretazione della lettera.


 Il volume  è corredato inoltre da un-ampia bibliografia finale e da una serie di indici: degli autori, dei nomi e tematico.


Si tratta di un commentario in un certo senso classico,perché vuole essere tendenzialmente esaustivo nella presentazione delle varie problematiche connesse a questo scritto, che è oggettivamente difficile.


Il lettore sarà però ricompensato nella sua fatica anche se si avvicinerà a questo volume soltanto per consultare alcune pagine .


 


Antonio Di Muro

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