"Anche quest'anno è già Natale", recita una famosa canzone natalizia.
A Lucera non si può dire che sia già Natale se il 26 dicembre non c'è il Concerto della Corale "Santa Cecilia-don Eduardo Di Giovine" di Lucera.
Sono più di trent'anni che l'affermato sodalizio coristico e musicale offre a tutta la cittadinanza il suo ormai tradizionale appuntamento con le festività natalizie. Lo ha ricordato il prof. Mario Tibelli, presidente dell'Associazione che fa capo alla Corale. Lo ha fatto ringraziando con affetto e riconoscenza i Frati Minori Conventuali, che, fin dall'inizio, hanno accolto la richiesta di ospitare l'evento nel "Bel San Francesco", ora divenuto Basilica-Santuario "San Francesco Antonio Fasani".
Così il giorno dedicato alla memoria di Santo Stefano, celebrato come primo martire della Chiesa, la Basilica intitolata al Santo di Lucera è ogni anno colma di gente, pronta a mettersi all'ascolto delle melodiose note effuse dalle voci delle coriste e dei coristi, schierati dinanzi all'altare che ospita i resti mortali del Padre Maestro.
La Corale "S. Cecilia-don Eduardo Di Giovine" ha registrato per quest'ultimo Concerto la presenza di ben 45 voci adulte (tenori e bassi per gli uomini, soprani e contralti per le donne) e di una trentina di voci bianche (bambini e bambine).
Per l'accompagnamento strumentale erano impegnati: al pianoforte, il maestro Alessandro Di Palma; all'organo, Riccardo Tibelli; alla chitarra, il maestro Ettore Figliola (per il brano "O Captain! My Captain!"); l' Orchestra da Camera, la "Cappella Federiciana".
Si sono espresse le voci soliste, invece: le soprano, Annarita Di Giovine-Ardito, Antonella Salvatore e Marianna Piccirillo; i coristi Angela Clemente, Lucia D'Apollonio, Rosaria Carbone e Nino Pappano. Novità assoluta per il Concerto di Natale, la voce bianca solista di Gaia Ieluzzi.
Il repertorio messo in campo dalla Corale ha spaziato tra il classico (come "Dormi, Bambino Gesù" di W.A. Mozart; "Pietà, Signore" di Alessandro Stradella); il pastorale (come "Il Rege Venturo" di Federico Bocca; "Dormi Fanciul" di Francesco Veniero); il popolare (come "il Signore delle Cime" di Bepi De Marzi, "O Captain! My Captain!" di Walt Witman e Enrico Miaroma) e lo spiritual (come "Joyful", "As the deer", "Alleluia").
Chicca della serata: l'esecuzione pubblica di alcuni brani tratti dall'opera del maestro lucerino Mario Rucci, "Akathistos", un inno di lode a Maria, la Madre di Dio, di matrice ortodossa e bizantina.
E a proposito di lode a Maria, l'evento musicale di Santo Stefano ha avuto una caratterizzazione mariana, grazie all'esecuzione di alcuni brani dedicati alla mamma di Gesù, invocata dal Padre Maestro: "Maria, mamma mia".
E a conclusione dello stesso non poteva mancare la carrellata, tradizionale anch'essa, dei canti natalizi più popolari, eseguiti assieme al Coro delle Voci Bianche.
L'applauso e l'apprezzamento espresso dal numeroso pubblico sono stati calorosi ed entusiastici.
Il prof. Mario Tibelli, nel presentare il Concerto, ha evidenziato che esso fosse dedicato innanzitutto ai bambini, per i quali il canto e la musica esprimono gioia e affetto; a don Eduardo Di Giovine, il fondatore della Corale; a don Fedele De Cesare, di cui quest'anno si ricordano i dieci anni dalla "sua salita al cielo"; a una mirabile voce da tenore, "ricca di armonici naturali espressi senza aver fatto mai una lezione da qualche professore, un vero dono di natura", Tonino Battista, il cui ricordo è ancora vivissimo tra coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo (noto anche come l'esecutore dell'Ave Maria di Shubert, cantata al passaggio di Santa Maria Patrona a Porta Foggia, durante la processione del 16 agosto); infine, a due giovani e valenti artisti prematuramente scomparsi, Stefania Trematore, musicista dell'orchestra da camera "Cappella Federiciana" e Giuseppe Massariello, musicista collaboratore del Coro delle Voci Bianche.
A conclusione della serata il Vescovo della Diocesi Lucera-Troia, mons. Domenico Cornacchia e il Sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, hanno ringraziato la Corale per il bel concerto e hanno salutato il pubblico presente, augurando le buone feste a tutti.
Luigi Salome
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