Guaimaro III, dopo aver fatto un pellegrinaggio in Terrasanta, giunse, a capo dei Normanni, nel Principato di Salerno (1016). Salerno era assediata dai Saraceni e i Normanni intervennero, armi in pugno, in difesa di detta Città, riuscendo a liberarla dall-assedio. Questo loro intervento fece sì che nell-anno successivo, chiamati dai Pugliesi, intervennero a fianco di Melo, signore di Bari, che si era ribellato ai Greci, ponendovi, poi, definitivamente la loro dimora. Come già avvenuto con gli altri popoli quivi giunti, anche i Normanni misero le loro armi a disposizione ora di uno ora dell-altro signore del luogo, fino a che decisero di conquistare per loro stessi quei territori, Aversa venne elevata a Contea e governata da Rainolfo, che prese il titolo di Conte. In seguito scesero dalla Normandia tre figli di Tancredi Conte d-Altavilla: Guglielmo, detto Braccio di ferro, Drogone e Umfredo, i quali combatterono a fianco del generale greco Maniaco contro i Saraceni in Sicilia. Maniaco, come ricompensa, fu alquanto duro verso i suoi alleati Normanni che, a loro volta, lo abbandonarono e si portarono in Puglia che, in quel periodo, era sotto il dominio greco, per conquistarla. (Leone Cardinale Ostiense – Chronicon.: Caeteras Apuliae civitates partim vi capiunt, partim sibi tributarius faciunt. Chronicon Northmannium – De Rebus in Iapygia et Abulia gestis: Et dominium Northmannum factum est magnum in Calabria et Abulia, et crevit potentia, et timor eorum in omni terra.) Dopo aver sconfitto i Romani a Canne (1041), i Normanni s-inoltrarono nella Daunia impadronendosi di Lucera, ove posero un forte presidio militare, e di altre Città viciniore. L-intera Puglia, in seguito, venne divisa in diversi distretti. A capo supremo, però, venne eletto Guglielmo detto Braccio di ferro, con il diritto di governare sull-intera Regione. A Guglielmo successe Drogone e, quindi, Umfredo. Papa Leone IX, geloso dell-espansione Normanna, con l-aiuto dei tedeschi cercò di fermarli. Intanto il quarto figlio del Conte Guglielmo, Roberto detto il Guiscardo, venne in Puglia e a Civitella, in Capitanata, si scontrò con l-esercito papale, sconfiggendolo e facendo prigioniero lo stesso Papa. Leone IX, messo in libertà, si riappacificò con Umfredo, dandogli in cambio il governatorato della Contea di Puglia nella Città di Benevento. Alla morte di Umfredo, Roberto il Guiscardo, ne ereditò i territori non come Conte, ma in qualità di Duca, essendo stato proclamato tale in Montecassino da Papa Nicolò II, titolo con il quale governò la Puglia e la Calabria. Roberto riuscì a scacciare i greci da Bari ed a sottomettere Salerno ed Amalfi (1059). Intanto veniva elevato al soglio pontificale Gregorio VII, sotto il quale il Vescovo di Benevento Milone convocò un Sinodo (1075) a cui partecipò il Vescovo di Lucera Azzo, della famiglia d-Este. Benevento, in detto anno, era governata dal Principe Landolfo VI il quale, essendo stato il di lui figlio Pandolfo trucidato dai Normanni, alla sua morte non lasciò eredi, per cui il Principato passò nelle mani di questi ultimi. Ebbe termine, così, dopo circa cinquecento e dieci anni il dominio Longobardo su quella che era stata definita la Lombardia minore. A Roberto il Guiscardo succedette il figlio Ruggiero (1085), il quale venne nominato Duca di Calabria e di Puglia da Papa Urbano II, durante il Concilio di Melfi. Due anni dopo, sotto il pontificato di Vittore III, si svolse in Benevento il Concilio dei Vescovi della Calabria e della Puglia, presieduto dallo stesso Pontefice, a cui intervenne il Vescovo di Lucera Benedetto, il quale, in detta occasione, fece alcune donazioni al monastero di Santa Sofia in Benevento. (Leone Cardinale Ostiense – Lib. III, Cap. LXXI, Baronius Tom. XV: Victor III Synodum celebrare cum Apuliae et Calabriae Episcopis statuens, Beneventum perrexit. Chronica Monasterii Sanctae Sophiae Beneventi. – Enciclopedia ecclesiastica vedi: Lucera) Durante la dominazione Normanna di Ruggiero, Papa Urbano II indisse una crociata (1095) per liberare Gerusalemme ed il Santo Sepolcro dai Musulmani. A questa crociata vi presero parte anche i Lucerini, capitanati da Gadelasio Tocco e sotto il comando supremo di Boemondo, Principe di Taranto. (Torquato Tasso – Gerusalemme Conquistata – Canto 1: Ed altri abbandonò Melfi e Nocera/ E -l culto pian, dove si sparge e miete/ Di Troia, di Siponto e di Matera/ E di Foggia, che accende estiva sete.; Pompeo Sarnelli – Cronologia dei Vescovi Sipontini ann. 1095: Papa Urbano II celebrò il Concilio con duecento e più Vescovi in Montechiaro di Francia per la spedizione di Terra Santa. Beomondo Principe di Taranto fra gli altri guerrieri ebbe molti dei Sipontini, Melfitani e Lucerini siccome il Tosco poeta cantò: Ed altri abbandonar Melfi e Lucera; dei quali era condottiero Gadelasio Tocco Giudice in Gargano, come dice Francesco de Pietro, e s-imbarcarono sulle navi Sipontine della Puglia Daunia?) Nel 1107 Lucera si ribellò a Ruggiero, il quale accorse con una grande armata, la cinse d-assedio e la sottomise. (Romualdo Arcivescovo Salernitano – In Chronic. anno 1107 Indizione XV: Dux Rogerius obsedit Luceriam Apuliae Civitatem, cepit eam mense Augusto.) Alla morte di Ruggiero salì al trono il figlio primogenito Simone, a cui seguì Ruggiero II, fratello minore. Il Duca di Puglia Gugliemo, nel frattempo, moriva a Salerno senza lasciare eredi e suoi successori (1127) e Ruggiero II s-impossessò dei Territori governati da detto Duca, comprese le principali Città Pugliesi. Papa Onorio II, non potendolo contrastare con le armi, lo investì del titolo di Duca di Calabria e Puglia. Ruggiero II rivolse, quindi, le armi contro le Città che si erano schierate a favore del Papa, sottomettendole. A Palermo, intanto, l-antipapa Anacleto II lo investiva del titolo di Re di Sicilia. In seguito tutte le Colonie Greche e Longobarde furono sottomesse, riuscendo così a riunire sotto il suo dominio l-intero Regno delle due Sicilie. Papa Innocenzo II, non vedendo di buon occhio Ruggiero II, nominò in Roma Lotario di Sassonia Re di Germania e Imperatore d-Oriente (1133), ricevendone in cambio i possedimenti della Contessa Matilde, dopo che fosse dipartito da questa terra il genero di detto re Arrigo il Superbo. Lotario sottomise le Città lombarde, espulse da Napoli Ruggiero, che non volle riconoscerlo imperatore, e diede al Principe Rainolfo il governo della Calabria e della Puglia. Alla morte di Lotario, Ruggiero II riacquistò il dominio sull-Italia meridionale, e sposò in terze nozze la figlia del Conte di Rhetel Beatrice, dalla quale ebbe una figlia a cui fu dato il nome di Costanza (1139). Ruggiero II divise, poi, il Regno di Puglia in diversi Giustiziati che, in seguito, presero il nome di Province. Promulgò leggi e istituì diversi Uffici con incarichi di: Contestabile, Ammiraglio, Cancelliere, Giustiziere, Camerario, Protonotario e Siniscalco. Morì nel 1154 lasciando due figli: Guglielmo I, che gli succedette, e Costanza. Guglielmo I, detto il Malo per la sua cattiveria, governò per dodici anni, dopo di che, alla sua morte (1166), gli succedette il figlio Guglielmo II detto il Buono per le sue qualità e virtù. Guglielmo II fece maritare la zia Costanza con Enrico IV, Re d-Italia e figlio primogenito di Federico Barbarossa. Durante il suo dominio Papa Alessandro III celebrò il terzo Sinodo Lateranense (1179), a cui partecipò anche il Vescovo di Lucera Rinaldo (Baronius Tom. XIX; Ugelli – Italia Sacra, Tom. 8). Alla morte di Guglielmo II successe Tancredi, figlio di Ruggiero II, il quale governò per cinque anni, dopo di che gli successe il figlio Guglielmo III (1194). Enrico IV, marito di Costanza, pretese il Regno di Puglia poiché, a suo dire, spettava di diritto alla moglie. Volse le sue armi contro Guglielmo III, sconfiggendolo e facendolo prigioniero. Portato in Germania, vi morì. Con la morte di Guglielmo III ebbe fine il dominio Normanno ed inizio quello Svevo, con Enrico IV che divenne Re di Sicilia e di Puglia. Pasquale Zolla



















