Il Principe di Benevento Adelgisio aveva sottomesso l-intera Puglia e posto in Lucera un folto presidio militare. Sapendo che Ludovico II, che si trovava a Capua, gli avrebbe mosso guerra, si adoperò affinché Basilio, Imperatore dei Gregi e discendente da parte materna di Costantino, intervenisse con il suo esercito a sua favore, promettendogli lo stesso tributo che era stato dato dai suoi predecessori ai Longobardi. Ludovico, intanto, aveva cinto d-assedio Benevento e, venuto a sapere dell-arrivo ad Otranto della flotta inviata sa Costantinopoli, abbandonò detta Città e si riportò a Capua. (873). Il Vescovo di Capua, tramite Ludovico, chiese al Papa il titolo di Metropolita dell-intera provincia Beneventana. Ma Giovanni VIII non acconsentì a tale richiesta in quanto i Greci, alleati dei Beneventani, in caso di successo potevano sottrarre alla Santa Sede delle chiese già unite tra loro sotto la giurisdizione del Metropolita di Benevento fin dal 668, com-era avvenuto in Sicilia e Calabria. Vescovo di Lucera, durante il pontificato di detto Papa, era il Lucerino Adelchisio. (Leone Cardinale Ostiense, lib. II cap. VI: De Oblationibus seu libellis. Gispertus Praepositus sanctae Sophiae de Benevento ordinatus recollegit ad Adelchisio Lucerino Episcopo libellum). Intanto i Saraceni in Africa (875) riuscirono ad ammassare un grande numero di soldati formando una grande armata che, per via mare, approdò a Salerno. Adelchisio (o Adelgisio) cercò di ostacolare la loro avanzata con risultati piuttosto deludenti, per cui chiamò in suo aiuto Gregorio, comandante dell-esercito Greco, che si trovava ad Otranto. Questi intervenne subitaneamente, conquistò Bari e ne bandì il governatore e tutti gli aristocratici che lo appoggiavano. (Muratori Annali d-Italia, tom. VII). L-anno successivo, divenne Imperatore di Costantinopoli Leone VI, figlio di Basilio, il quale confermò l-intervento in Europa, inviando in Italia Simpaticio, Protospartario e Generale, con una potente armata. Simpaticio, dopo aver sottomesso la Calabria e la Puglia, dai Greci dette Lombardia minore perché in esse vi avevano governato i Longobardi, pose l-assedio alla Città di Benevento che, pur opponendosi con strenua e grande resistenza, dovette arrendersi al nuovo arrivato. I Greci divennero, pertanto, i nuovi padroni dell-intero Principato. (Muratori – opera citata). Naturalmente anche Lucera e l-intera Daunia finirono sotto il dominio Greco. Con il passar degli anni i Beneventani, non sopportando il duro governo di Giorgio, successore di Simpaticio, si rivolsero a Guaimario I, Principe di Salerno, per essere aiutato a scacciare i Greci dal Principato. Ma detto Principe, non avendo forze sufficienti per sostenere tale invito, si rivolse al cognato Guido, duca di Spoleto (894). Guido venne in aiuto dei due richiedenti con un forte esercito, assediò Benevento e la riconquistò con l-intero Principato. (Camillo Pellegrino – Histor. Princip. Longob. P. I, Tom. II, Rerum Ital.) Lucera e l-intera Daunia nonché la Calabria restarono, però, sotto il dominio dei Greci. Otto anni dopo, Ageltrude, vedova dell-Imperatore Guido, restituì al fratello Radelchi (o Radelchisio II) il Principato di Benevento. A Lucera, nel frattempo, sotto il pontificato di Stefano VI, reggeva la locale chiesa il Vescovo Landolfo. (Leone Cardinale Ostiense – Chronic., lib. II, cap. XIII, De oblationibus, seu libellis: Grimoaldus ut Iudex Aquinensis fecit libellum Landenulfo Lucerine Sedis Episcopo; unde idem Episcopus per singulos annos reddidit censum Praeposito Sanctae Sophiae de Benevento ad opus Monasterii hujus). Radelchisio II (o Radelgiso o Radelchi) abusò del potere ottenuto scacciando dalla Città molti suoi concittadini i quali si rifugiarono in Capua, governata dal Conte Atenolfo che, aiutato dagli esiliati, di notte s-intrufolò con l-esercito in Benevento e, con il favore dell-intero popolo, venne proclamato Principe (990). I Saraceni, che erano stanziati nei pressi del Garigliano, facevano continue scorrerie nel principato, portando ovunque devastazione e morte. Atenolfo, non avendo forze sufficienti, chiese soccorso all-Imperatore d-Oriente Leone detto il Saggio, tramite il figlio Landolfo che si recò a Costantinopoli a perorare il desiderio paterno. L-Imperatore, desideroso di riconquistare il Principato di Benevento, accettò l-invito e fece preparare immediatamente una grande flotta (909). Landolfo, dopo essere stato insignito del titolo di Patrizio da Costantino Porfirogenito, figlio di Leone il Saggio nel frattempo deceduto, rientrò in Italia, accompagnato da una grande e potente armata, sconfisse i Saraceni e ripristinò la sovranità di Benevento e Capua. In seguito i Greci presero sotto il loro dominio anche Bari, la Calabria e l-intera Daunia, compresa Lucera che venne forticata con una nutrita guarnigione di soldati. (911). Molte altri avvenimenti si sono succeduti che poco ebbero a che vedere con Lucera la quale, a sua volta, assunse una notevole importanza con l-avvento di Ottone I il Grande, Re di Germania, che in Roma assunse i nomi di Cesare e di Augusto, facendosi incoronare Imperatore da Papa Giovanni XII, a cui giurò fedeltà sulla tomba di San Pietro (961). Era divenuto, nel frattempo, Vescovo di Lucera Alberto che, al Concilio Lateranense ove era intervenuto, sottoscrisse le Costituzioni Imperiali. (Enciclopedia Ecclesiastice – vedi: Lucera). Ottone, giunto in Puglia per scacciare i Greci, si trovò ad affrontare una strenua e coraggiosa resistenza da parte della forte guarnigione greca in Lucera (969), per cui fu costretto a cingerla d-assedio, senza però ottenere risultati apprezzabili. Negli anni successivi Lucera rimase sempre soggetta ai Greci i quali mandarono, nei territori da loro occupati, dei magistrati, detti Catapani, a governarli a nome degli Imperatori d-Oriente. Uno dei più noti Catapano fu Basilio Boiano (anche Bogiano) il quale edificò molte Città tra cui Troia, Dragonara e Fiorentino e pose la sua sede in Lucera, quale Città principale della Daunia. Da siffatti governatori si ebbe poi il nome di Capitanata alla Daunia, ovvero all-intera Puglia piana. (Leone Cardinale Ostiense- Chronic., lib. II, cap. 50: Boiano Catapanus Greci Imperatoris, cum jamdudum Trojam in capite Apuliae construxisset, Draconariam quoque et Florentinum, ac civitatem, et reliquamunicipia, quae vulgo Capitanata dicuntur, aedificavit, et ex circumpositis terris habitatores convocans, deinceps habitari constituit). Il Castaldo, governatore Longobardo, significava signore degli ospiti, amministratore dei beni e maggiordomo dei re e duchi. Tale nome era dato, appunto agli amministratori degli affari pubblici. Il Catapano seguì le stesse usanze dei duchi longobardi, inviando in ogni Città da lui retta un suo inferiore, Castaldo, a governarla. (Camillo Pellegrino – Dissert. 8 Ducatus Beneventanus in antiq. Provinc.: Sed Castaldi sunt quoque appellati, qui in singulis Civitatibus civilem publica auctoritate gerentes magistratum, res curabant publicas, jurisque publici erant defensores; quorum specimen praefert antiqua carthula in Archivio Monasterii Sanctae Sophiae Urbis Beneventanae mihi inspecta, in anno exarata 41 Imperii Basilici, et cum eo regnante Costantino fratre ejus mense Februario 11 Indictione Luceriae – hoc est in anno Christi 1013, quae his verbis exorditur. Castald. Pocari, Joannes, Induini et Obtabiano, Ordinati A Theodoro Imperiali Excubito Longobardiae, Et Sumus Residente, In Italia Civitate Luceriae Ad Seniorandum, Et Regendum: Tunc Ad Nostrae Potestatis Palatium Caecidit Una Casa?.). Lucera, essendo la principale Città della Capitanata, fu governata da quattro Castaldi. Molti storici riportano, in riferimento ai fatti sopra descritti, date non sempre coincidenti (Pellegrino – Lupo Protospata – Leone Cardinale Ostiense). Il Pellegrino, nella nota di cui sopra, parla del 1013; invece il Muratori negli Annali d-Italia all-anno 1018, citando Romualdo Salernitano – Chronicon. ann. 1018 Indict. 1 – fa presente che non è il 1013, bensì il 1018. Di molti altri avvenimenti di quel tempo, come la morte di Ottone I e l-elezione del figlio Ottore II detto il Rosso a Re di Germania, che scese in Italia per scacciare i Greci e i Saraceni alleatisi, nel frattempo, tra loro, non ne parlo anche perché Lucera non ebbe alcuna parte in essi. Pasquale Zolla



















