di Costantino Montuori
Una nota sarebbe stata inviata, dal Comune alla Sovrintendenza regionale, per avere notizie sul fermo dei lavori di ricerca archeologica nell-area dei casoni angioini all-interno del Castello medievale di Lucera. Il tutto, dopo il suo avvio nell-estate dello scorso anno. Lo si è appreso nello svolgimento del Consiglio Comunale, di oltre otto ore, tenutosi ieri giovedì 18 ottobre.
Durante la riunione della massima assise lucerina si è discusso di valorizzazione del patrimonio storico-artistico-architettonico della città e di possibili tariffe per far visita ai siti monumentali.
-Per applicare un costo, dettato dall
-ingresso ai monumenti lucerini bisogna renderli fruibili appieno-. -Si predisponga, allora, un apposito regolamento!-. Questo il botta e risposta tra l-Assessore al Turismo e Marketing del territorio, Giacomo Capobianco e il capogruppo dell-Unione di Centro, Luigi De Vicariis.–Sembra vi possano essere misure di finanziamento per il recupero di Ponte Gallucci- è stato evidenziato dai banchi del governo locale, in risposta all-interrogazione del consigliere Renato Gentile che l-ha sottoposta proprio alla Giunta dotoliana.
-Quel monumento è un attrattore turistico per la città che può generare flussi legati al turismo culturale. Si pensi ad un progetto preliminare per richiedere finanziamenti dedicati– è stato l-appello mosso da Gentile.
Tornando sulla Biblioteca/Pinacoteca di San Pasquale o del Santissimo Salvatore, in piazza Matteotti, il primo cittadino ha fatto sapere come: -si pensi ad una visita espositiva –pre-inaugurazione– per avvicinare i cittadini all-opera pubblica-, (e soprattutto al suo patrimonio librario e documentale), -prima dell-apertura ufficiale in attesa del collaudo-.
L-idea e la volontà ispiratrice pare vi siano, aspettiamo di assistere alla realizzazione pratica. Eppure qualcuno, che nella minoranza consiliare ama la piazza dei comizi, non sembra aver molto apprezzato quell-incubatore di storia e di cultura, quasi unico nel suo genere e visitato, nel luglio del 2011, finanche da un –archistar– di fama internazionale qual è Italo Rota
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