A Sant-Agapito pubblico in delirio e tanta buona musica a chiudere il 2007
Lucera, 5 gennaio – Ad una settimana esatta dal concerto-spettacolo alla Masseria Sant-Agapito, stentano a placarsi i feedback positivi ed i commenti sul pulp show che la Banda del Tarantino ha offerto agli oltre duecento intervenuti per l-evento che avrebbe dovuto tenersi il 15 dicembre, ma, causa tempesta di neve, venne spostato al 29 scorso.
Un-attesa di due settimane, quindi, che il folto e caldissimo pubblico di Sant-Agapito ha indubbiamente ben accettato quando, col senno di poi, ha mostrato di gradire senza riserve l-esibizione del quintetto di Taranto, che di Tarantino (Quentin) ha fatto la sua musa ispiratrice.
Due ore di musica vera e suonata, il -Pulp show-, che ha riscaldato la fredda serata del 29 dicembre, fino a coinvolgere il pubblico in un travolgente spettacolo collettivo di suoni, colori, gag e coreografie, palesando le attitudini dei musicisti ad interpretare le colonne sonore dei film di Tarantino, ma anche l-indubbia capacità del gruppo di tenere la scena e giocare con i ritmi e le pulsioni benefiche che la buona musica sa ben suscitare.
Cinque musicisti veri, una sezione ritmica impressionante, voci dotate, irresistibile simpatia ed una Les Paul che ancora echeggia, queste sono state le sorprese più piacevoli di una serata che in previsione si annunciava interessante, ma che, a luci spente, non trovo difficoltà a definire imperdibile. Parodiando i personaggi dei film di Tarantino (ed in particolare -Pulp fiction- e -Le iene-), i cinque si son presentati sul palco con i propri nomi d-arte: Mr.Snake alla batteria, Mr.Dog alla voce ed alla chitarra acustica, Mr.Shark al basso, Mr.Werewolf alla voce ed alla chitarra elettrica, e – unica donna – Mrs.Butterfly alla voce.
Ed ecco snocciolare, in un crescendo senza soluzione di continuità, piccoli e grandi capolavori della musica e della musica da cinema: dalle più radiofoniche -Don-t let me be misunderstood-, -Whoo hoo- e -Bang bang (my baby shot me down)- (dal film -Kill Bill-), alle ormai mitiche -Misirlou- e -Bustin- surfboards- (da -Pulp fiction-), passando per le romantiche -Girl, you-ll be a woman soon- e -Stuck in the middle with you-, fino all-inquietante tema -Twisted nerve- (da -Kill Bill-) ed al ritmo goliardico e coinvolgente di -Hooked on a feeling- (da -Le iene-).
Ma sarebbe un reato dimenticare le loro sapienti interpretazioni di pietre miliari del blues, della disco dance e del rock degli ultimi quarant-anni: sopra tutte -Little green bag- e -Jungle boogie-, ma anche un pezzo di Steve Ray Vaughan, -Willie the wimp (and his Cadillac coffin)-, -Son of a preacher man- di Dusty Springfield e, infine, la mozzafiato -You never can tell- di Chuck Berry, che in diversi momenti ha trascinato l-intera platea in un coreografico twist collettivo.
23 brani (con un graditissimo -doppio bis-), snocciolati con padronanza e competenza, mentre sullo sfondo scorrevano scene ormai storiche e colori saturi della inconfondibile pop art impressa su 16mm da Quentin Tarantino.
Insomma un altro colpo messo a segno senza errori o sbavature dai soliti noti -Amici di Sant-Agapito-, che stanno abituando il pubblico ad eventi sempre più originali, ricercati e apprezzabili sotto l-aspetto sia artistico sia mediatico.
(Sergio Proculo, testo e foto)



















