CULTURA Lucera         Pubblicata il

STORIA DI LUCERA - I GUERRIERI SARACENI




Continuiamo il viaggio nella storia di Lucera e delle sue origini ad opera di Nando Carrescia.

Per farlo al meglio leggi tutti gli interventi correlati alla Storia di Lucera.  

 

Infine, per i lavori domestici a corte, Federico II si serviva di donne saracene le quali erano delle semplici lavoratrici di camera, in altre parole donne addette ai normali lavori femminili di pulizia e riordino delle stanze. Esse erano sorvegliate da eunuchi, motivo per cui si pensa che si tratti di concubine dell’Imperatore.

La sorveglianza, per mezzo di eunuchi, serviva infatti a garanzia dei buoni costumi, tanto è vero che Federico II designò alcuni eunuchi perfino a custodia della moglie. Queste donne saracene sono suddivise in due classi: odalische, chiamate "garciae", e concubine in sottordine, chiamate “ancillare”. Odalische ed ancillae vivevano in due harem separati che sorgevano sul luogo dove, in seguito, Roberto d’Angio fece costruire la chiesa di Sant’Antonio Abate.

I rapporti, mantenuti dai musulmani di Lucera con la popolazione circostante, non furono sempre cordiali, per due cause palesi. La prima, più evidente, é il carattere decisamente straniero di questa popolazione dalla lingua e dalla religione diversa, artificialmente trapiantata. La seconda é il brutale sovraccarico demografico prodotto nella regione da tale trapianto, le cui conseguenze sono state gravissime per gli insediamenti vicini.

Certo sembra che Federico II abbia preso provvedimenti per ovviare alle difficoltà dell’insediamento. Avrebbe dato, a monasteri, beni in altri territori in cambio di quelli che possedevano presso Lucera. L’Imperatore si rendeva conto dei bisogni della colonia da lui fondata, senza però valutare tutte le conseguenze delle sue decisioni. Infatti la permuta con i monasteri non sembra essere stata effettiva.

Inoltre, i disordini provocati dai cattivi rapporti tra i saraceni e le popolazioni circostanti mantengono un clima propizio a numerosi abusi, dei quali i musulmani non sono responsabili. Complessivamente, l’insediamento di una rilevante popolazione musulmana a Lucera sembra aver avuto conseguenze gravi per la regione. Senza dubbio, i musulmani erano ottimi agricoltori ma,tuttavia, non se ne può dedurre che la presenza dei saraceni abbia reso la regione più fertile e accresciuto la rete degli insediamenti. Al contrario, qualunque sia stata l’abilità dei musulmani, il brusco sovraccarico demografico, imposto ad una regione dallo sviluppo recente, ha provocato l’abbandono dei casali vicini e disaccordi, talvolta gravi, con gli abitanti più importanti dei dintorni. I saraceni hanno vissuto durante tre quarti di secolo in una relativa libertà, ma ammassati in un ambiente ostile; solo pochi individui si sono integrati. La sorte finale a loro riservata da Carlo II non permette, nemmeno dal loro punto di vista, l’episodio lucerino come positivo.

 

1. P. F. Palumbo, Op. cit., pag. 25

2. J. M. Martin, I Saraceni a Lucera, Foggia, 1989, nota 13 pag. 13 ‘

3. M. Amari, Op. cit., vol. III, pag. 261

4. P. Egidi, La colonia saracena di Lucera Op. cit., pag. 32

5. Ibidem Op. cit., pag. 39

6. Ibidem Op. cit., pag. 41

7. P. Egidi, Codice diplomatico dei saraceni di Lucera, Napoli, 1917, pag. 413 cod IV, pag 423 cod. Vll

8. Ibidem, pag. 313 cod. 640

9. A. Ragona, Influssi saraceni nella ceramica italiana al tempo degli svevi e degli angioini, Faenza, 1960, pag. 11

10. P. Pieri, I saraceni di Lucera nella storia militare medievale, in atti del III congresso storico pugliese e del convegno internazionale di studi garganici, Bari, 1955, pagg. 94 / 101

Torna indietro
Stampa
© Lucerabynight.it e una realizzazione mediaweb-grafic