Sconfitto Massenzio, Costantino divise l-Impero Romano in quattro Prefetture: Italia, Gallie, Illiria e Oriente. Ogni Prefettura venne, poi, suddivisa in quattro diocesi o vicariati ed un proconsolato, con ventinove province. Una di queste province comprendeva la Puglia e la Calabria con Lucera metropoli. Il Marmocchi in Corso di Geografia universale vol. 6 – Idea di un piccolo Atlante di Geografia Antica, a proposito delle Prefetture d-Italia scrive: «Comprendeva 4 diocesi o vicariati ed un proconsolato il tutto suddiviso in 29 province. 1 – Diocesi d-Italia distinta in 7 province????. 2 – Diocesi di Roma suddivisa in 10 province: la Tuscia o Toscana con l-Ombria, ad austro dell-Emilia, metropoli Florentia sull-Arno; il Piceno Suburbicario a levante, metropoli Spoleto; il Sannio o mezzogiorno, metropoli Corfinio; la Valeria a ponente, metropoli Amiterno; la Campania a libeccio del Sannio, metropoli Neapoli; l-Apulia con la Calabria a levante, metropoli Luceria; il Bruzio con la Lucania a scirocco, metropoli Cosenzia; la Sardegna a ponente, metropoli Caralis; la Corsica a maestrale, metropoli Aleria. 3 – Diocesi dell-Illiria costituita di 6 province????. 4 – Diocesi d-Africa composta di 5 province?????. 5 – il Proconsolato d-Africa.» Poco prima della sua morte (337 d. C.), Costantino divise l-Impero tra i suoi tre figli ed un nipote. Il primogenito, Costantino secondo, ebbe le province Transalpine; Costanzo secondo quelle Orientali; Costante primo quelle d-Italia, dell-Africa e dell-Illiria; il nipote Dalmazio l-Armenia con le località confinanti. Costantino secondo e Costante vennero uccisi da un complotto messo in atto da Vetramone e Magnenzio. Il fratello superstite Costanzo assommò un grande esercito e affrontò i due usurpatori sconfiggendoli (352 d. C.). Quindi si portò in Italia e assediò le Città fortificate, tra cui Lucera, sottomettendole. A Costanzo successe Giuliano (361 d. C.), detto l-apostata, perché pur non perseguitando i cristiani, preferì che nell-Impero la religione di Stato fosse quella degli avi, ovverosia l-adorazione delle divinità pagane. Il suo regno durò tre anni in quanto venne ferito ed ucciso nella guerra contro i Persi (363 d. C.). Alla morte di Costanzo, non essendoci eredi della stessa stirpe, venne acclamato Imperatore Gioviano, che morì per mano di alcuni congiurati. I comandanti dell-esercito, giunti a Nicea, conferirono il titolo di Imperatore a Valentiniano, per le sue qualità di prontezza sia fisica che mentale nonché di valore e di oratoria. Costui scelse, a sua volta, il fratello Valente come suo pari, nomandolo Augusto. L-Impero venne, quindi, diviso in due: Oriente ed Occidente. L-Impero d-Oriente comprendeva L-Italia, l-Illiria, le Gallie, la Spagna, la Gran Bretagna e l-Africa ed era governato da Valentiniano; quello d-Oriente, invece, l-Asia e la Tracia, governato da Valente. Tutte le Leggi ed i decreti o atti promulgati nei due Imperi venivano, però, sottoscritti da entrambi i fratelli. Lucera, come già detto, essendo metropoli della provincia di Puglia e Calabria, era una delle Città più considerevoli d-Italia avendo, tra l-altro, anche la residenza del Prefetto Pretorio (Tav. Peuting.: Enciclopedia Popolare v. Luceria), per cui alcune leggi vennero emanate proprio da questa sede. Nel 364 d. C. Valentiniano venne in Italia e, dopo aver visitato diverse regioni, giunse a Lucera, dove emanò la Legge de Pascuis, riguardante i pascoli della Puglia. In detta Legge erano contenute delle norme inerenti gli affitti dei terreni per la pastura degli armenti e dei greggi fatti dai Decurioni per conto degli Imperatori. In calce a detta Legge viene riportata sia la data che la firma dei due fratelli: Dat. Luceriae. IX. Kal. Octob. Valentiniano et Valente. Coss. 365. Il Muratori (Annali d-Italia anno 365) ritiene, invece, che la Città riportata sotto il documento non è Luceria di Puglia ma Luzzara nel Veneto, riprendendo un-opinione scritta da Gotofredo nei: Commentarii al Codice Teodosiano 1.2 tit. 7 lib. 7. Altri storici, invece, asseriscono che Valentiniano promulgò detta Legge proprio nella Luceria di Puglia, studiando i movimenti, con le date, dello stesso Imperatore nel suo itinere per l-Italia. Per fugare, comunque, ogni dubbio sulla presenza a Lucera di Vitaliano in tale occasione, preferisco riportare quanto scritto dal Giannone nella: Storia Civile del Regno di Napoli lib. 2 cap. 3 § 2: «Osservasi parimenti in questo Codice un-altra Legge dello stesso Valentiniano data in Lucera nell-anno 365 che porta questa iscrizione VIII. Kal. Oct. dat. Luceriae ad Rufinum (in locum Mamertini) P. F. P. Italiae. Giacomo Gotofredo auspica che questa Lucera non fosse quella di Puglia, ma l-altra nella Gallia Circumpadana fra Milano, Verona ed Aquileja è posta, oggi detta Luzzara, ma dall-argomento di quella legge da quanto in essa si contiene intorno ai pascoli, per più veementi conghietture dobbiamo credere essere questa di Puglia, siccome quella che tiene li più ubertosi e piani campi, che altra regione non ebbe giammai per la pastura degli armenti e delle greggi assai celebri e considerabilissimi presso ai Romani, ed appo tutti li scrittori di cose rusticane e pastorali, e che anco tengono il vanto presso di tutte le regioni d-Europa.» In seguito a questa legge venne istituita in Lucera la Dogana che dopo diversi anni venne spostata a Foggia (1468), come riportato da N. G. Ageta in: Annotationes pro Regio Aerario ad Decisiones R. C. Summariae. Tom. 2. de Dohana Menaepecud. Apuliae § 5. n. 8.: «Non longe ad hujus montis radice distat Civitas Foggiae a fovearum copia dicta, quam nonnulli volunt fuisse ex antiquae Urbis Argyrippae ruinis erectam, ubique resident Regia Audientia Menaepecudam ab anno 1468, prius enim erat Luceriae, ubi Regia Audientia Provincialis regitur, et Serenissimus Rex Ferdinandus pro majori Dohanae commoditate, eam transtulit ad Civitatem Foggiae.» Valentiniano promulgò delle leggi e dei provvedimenti di notevole importanza storica, quali: la tutela dei bambini; lo stipendio ai medici, perché potessero curare gratuitamente i poveri, e agli avvocati, per difendere le persone innocenti che non avevano possibilità economiche; i difensori delle Città, per portare le rimostranze della gente ai magistrati e allo stesso imperatore. Istituì, inoltre, scuole per la retorica e grammatica latina e greca nelle diverse metropoli e, quindi, anche nella metropoli di Puglia: Lucera. Pasquale Zolla



















