VIDEO’ PENSATO E TARONNO PER RILANCIO GASTRONOMICO

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Due menti e due modi di intendere il gusto ed il gesto della preparazione sapiente che li accompagna a confronto, in quel di Pietramontecorvino, per la tavola rotonda di chiusura del corso di qualificazione professionale destinato ai futuri pasticcieri. Guido Pensato e Salvatore Taronno si sono ritrovati per discutere di una progettualità, a cura ed a firma dell-Istituto Religioso di Formazione e Istruzione Professionale (Irfip) di Pietra, che ha rappresentato un successo organizzativo e realizzativo, se si pensa che quattro allievi hanno già trovato una prima occupazione lavorativa nel settore.

Salvatore Taronno, fiduciario della Condotta Slow Food di Capitanata, ha dato la stura al dibattito sostenendo che negli ultimi tempi si è assistito ad una standardizzazione dei gusti, anche in fatto di pasticceria, stante il ricorso a semi-lavorati che impediscono di riscoprire saperi e sapori del passato. Quella di Foggia è una provincia che deve cogliere, sfruttando appieno, i turismi esperienziali e, ancor di più, quelli enogastronomici.

I presidi di Slow Food, sono orientati alla salvaguardia dei modelli produttivi tradizionali, alla base delle micro-economie territoriali. Lavoriamo, in questa fase, ad un censimento della mandorla del Gargano e di quella sangiovannese nello specifico, quasi dolciastra e forse unica nel suo genere, ma che rischia l-oblio. L-arte pasticcera, va detto, è uno strumento di cultura  e di attrazione turistica

Da Guido Pensato, intellettuale e meridionalista, gastronomo e scrittore è venuta una considerazione di tipo filosofico, quasi in combinato disposto, con una più pragmatica.

-Mi occupo alimentazione e gastronomia, sulla base di una passione maturata mentre ero direttore di una biblioteca pubblica.
La cucina si avvale del medesimo angolo di osservazione di qualsiasi altro luogo di cultura.  Siamo partecipi e vittime di una realtà immersa in una sorta di melassa, di una dolcificazione di massa, non solo metaforica ma anche sostanziale. Il dolce attraversa l-universo dei consumi e lo sostanzia, si pensi ad un-industria alimentare senza lo zucchero, oppure alla  semplice merenda da scuola.

Si è trasformata la parola dieta in rimedio o cura, non in comune regime alimentare, come è stato e come dovrebbe essere. Guardiamo, a titolo esemplificativo, al gran cotto-, preparato per la festività novembrina dedicata ai defunti, ma che dall-amarezza di quella ricorrenza, si è dolcificato a sua volta.

Il tema della impiegabilità e del lavoro
, si gioca sull-immaginazione e sulla creatività, fondate sul sapere e sulla conoscenza, che passano dalla trasmissione di quanto è frutto della terra e del territorio. La prima ricetta è il saper assaporare.-
Pensarla come Pensato non farebbe non soldo di danno, anzi, sarebbe oltremodo produttivo.

Costantino Montuori

PER ACCOMPAGNARE LA LETTURA
:

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