Gorgia di Lentini (V secolo a.C.) è il secondo dei grandi personaggi della Sofistica, per statura molto vicino a Protagora. Egli portò la sua attenzione sul potere della parola dell-uomo, non considerata come espressione di verità, ma come portatrice di persuasione psicologica, di suggestione, e creatrice di credenze. Per lui, l-arte della retorica è determinante nel far prendere decisioni politiche. E- uno strumento potentissimo di persuasione. Ecco come Platone mette in bocca a Gorgia le convinzioni del Sofista su questo punto: -Se un medico e un retore andassero in una città qualsiasi e se si dovesse discutere nell-assemblea popolare o in qualsiasi altra riunione quale dei due dovesse essere scelto come medico, il medico non la spunterebbe, e verrebbe scelto quello che è abile a parlare, posto che lo volesse. E così, se dovesse competere con qualsiasi altro tecnico, il retore persuaderebbe a scegliere sé piuttosto che qualsiasi altro, perché non c-è nessuna cosa di cui il retore, di fronte alla folla, non sappia parlare in maniera più persuasiva di qualsiasi altro tecnico. Tanta e tale è la potenza di quast-arte!-. Quindi sarebbe necessario un uso retto della retorica. -Infatti, anche di tutti gli altri strumenti di lotta non bisogna servirsi in modo indiscriminato e contro tutti: non perché uno ha imparato il pugilato e il pancrazio e il combattimento con le armi al punto da essere più forte e degli amici e dei nemici, non per questo egli deve caricare di percosse gli amici, né ferirli né ucciderli-. E- uno strumento, la retorica, che serve per difendersi, non per offendere. Chi ne rovescia lo scopo ne fa un uso indebito. E comunque, di fronte alla folla come fallo, non c-è ragione che tenga. Conta soltanto un-abile organizzazione del -flatus vocis-. Gorgia è considerato un nichilista. Le parole non sono che fiato. La verità è inconoscibile. E se anche fosse conoscibile, sarebbe incomunicabile. Nulla esiste, se non la potenza della parola.
G.D.M.



















