Prima di trattare dell-era Cristiana, facciamo un piccolo passo indietro nel racconto della Storia di Lucera, per ricordare una famiglia quivi residente, quella de i Catulo, che ebbe notevole importanza per lo sviluppo sociale, giuridico e militare di Roma. Il primo a rivestire un incarico di prestigio fu Lutazio Catulo che, nel 242 a.C., divenne Console. A lui venne affidata una flotta di duecento navi e di sessantamila uomini d-equipaggio (Polibio: 1, 59). Durante la Prima Guerra Punica bloccò, con le sue navi, i porti di Lilibeo e di Trapani e, nei pressi delle isole Egadi, a Drepana, distrusse la flotta Cartaginese, affondando cinquanta vascelli e catturandone altri settanta con tutto l-equipaggio, costringendo in tal modo Amilcare, fratello di Annibale, a chiedere la pace e ponendo, così, fine, dopo ventiquattro anni di duri combattimenti, alla Prima Guerra Punica. (Polibio: 1, 51 – Diodoro Siculo: XXIV, 14 – Tito Livio: IX, 19 e XXI, 10 – Cantù: Storia Universale: II, 463 – Mirabelli: Il pensiero romano – Mommsen: Storia di Roma antica: 1, 339 – Pais: Storia di Roma: 1, 131 – De Sanctis: Storia dei Romani: III, 186). Il Pais nella citata opera – Cap. V, 409 – così scrive: Così si compiva il primo atto di quelle Guerre Puniche, che dovevano poi per tanti anni insanguinare il mondo, ma che assicuravano la prosecuzione di quella civiltà, che si sarebbe spenta, ove i Cartaginesi, come poi gli Arabi e i Saraceni, avessero asservito le genti d-Italia. Un altro dei Catulo, Quinto Lutazio, il 13 luglio del 101 a.C. nei pressi di Vercelli sconfisse l-esercito dei Cimbri, facendone prigionieri il re e oltre quarantamila soldati. Vittoria, poi, che il Console Caio Mario attribuì a sé, costringendo il -nostro- illustre concittadino a porre fine tragicamente alla sua vita, bruciando la casa in cui viveva. Marco Tullio Cicerone in Bruto: cap. IV, 32 scrive: Quinto Lutazio Catulo uno dei più eruditi e perfetti scrittori, affascina e conquide non solo per i suoi modi distinti e le sue naturali attrattive, ma ancora per la sua somma eloquenza: serba integra la purità della nostra lingua, come rifulge dai suoi libri, nei quali, Xenofònteo genere, ha narrato la storia del suo Consolato e le meravigliose gesta da lui compiute. Quinto Lutazio Catulo, poeta elegante, per la venustà del suo verso: Catulus poeta erat elegans, fu uno dei primi in Roma a scrivere la propria biografia. Cicerone (De orat: II, 173) elogia la sua rettitudine e le sue qualità di giurista in quanto con la sua Legge per la repressione dei violenti, che tra l-altro prese il suo nome (Lex Lutatia de vi), diede un ampio contributo alla formazione di quello che sarebbe divenuto il Diritto Romano (Jus Romanus). Fu, anche, profonde conoscitore della cultura greca, lasciando alcuni epigrammi, uno dei quali dedicato ad un attore, Quinto Roscio, molto noto in Roma negli anni dal 99 al 62 a.C., riportato da Marco Tulle Cicerone nel De Natura Deorum, libr. I Cap. XXIX, 74 e da Mommsen in Storia di Roma antica. «Constiteram, exorientem auroram forte salutans, Quum subito a laeva Roscius exoritur. Pace mihi liceat, caelestes, dicere vestra: Mortalis visus, pulchrior esse deo. Mi ero fermato per salutare la sorgente aurora, Quando subito alla mia sinistra ecco sorge Roscio. Serbatemi pace, o celesti, se io dico: Più bello del dio mi parve il mortale.» Altro illustre membro di detta famiglia è Quinto Catulo che nel 67 a.C. difese Cesare e la Repubblica opponendosi, con la sua eloquenza, al Tribuno Gabinio che propugnava un Governo Triennale, molto ambito Da Gneo Pompeo. Fu stimato da Catone e da Marco Tullio Cicerone, tanto da essere nominato Principe del Senato. Quando Cicerone portò in Senato la notizia che aveva smascherato e vinto la congiura di Catilina, al saluto di Quinto Catulo che lo definiva -Padre della Patria-, così gli rispose: «Me, Quintus Catulus, Princeps huius ordinis, et auctor publici consilii, frequentissimo Senatu, Parentem Patriae nominavit». (Pisonem: Cap. III, 173). Presso la Biblioteca Comunale di Lucera trovasi una lapide (D-Amelj: Storia di Lucera) in cui viene decantata la grandezza di Quinto Catulo: Apollini. Divo. Augusto. Quintus. Lutatius. Quinti. Filius. Claudia. Catulus. Quintus. Lutatius. Publii. Filuis. Claudia. Catulus. Pasquale Zolla



















