C’era anche Andrea Pazienza

“1977: trent-anni fa a Bologna”, appuntamento con “My generation” – II edizione


Foggia, 12 marzo – “1977-2007”: contare i trent-anni da quell-anno che segnò un radicale cambiamento nella società italiana, è troppo più facile che fare i conti con un passato per nulla segregato nell-etichetta degli “anni di piombo”, affatto scontato nelle cronache di quei mesi, tutt-altro che statico nelle pagine della storia comtemporanea. Dagli indiani metropolitani ai collettivi di lotta, dalle radio libere al movimento femminista, dalla guerriglia urbana alle molotov, dai pantaloni “a zampa” agli occhialoni “a mosca”, da Peppino Impastato a Francesco Lorusso, sulle tracce di quel pezzo di storia italiana si inerpica l-appuntamento che questa seconda edizione di “My generation” ha dedicato a “Miti, personaggi, fatti, eventi che hanno segnato il percorso di intere generazioni”.
Organizzato con le associazioni “Suoni dal Mondo” e “Club Stampa Alternativa del Gargano”, il primo appuntamento, che si terrà alla Biblioteca Provinciale -La Magna Capitana- di Foggia il prossimo mercoledì 14 marzo alle 18, è stato intitolato senza mezzi termini “Trent-anni fa a Bologna c-era anche Andrea Pazienza”, sottotitolo “Racconti e testimoni del Movimento del -77, tra genialità individuali e proclami collettivi”.
Chiaro, evidente, naturale aver assunto proprio Andrea Pazienza, il geniale artista fumettaro, e la sua opera traboccante di significati, di vita e di energia, quali strumenti di ricerca e occhiali di lettura: attraverso il -77 bolognese, leggere e interpretare i segni di una generazione. “Andrea Pazienza – scrisse Pier Vittorio Tondelli, scrittore e amico dell-artista di San Severo – è riuscito a rappresentare, in vita, e ora anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del -77 bolognese”.
Tanti di quelli che oggi hanno cinquantanni (ma anche tanti ventenni del 2007) hanno letto le pulsioni, le frenesie, le accelerazioni, i sogni di quei mesi attraverso i segni delle (straordinarie) avventure di Pentothal, il personaggio certamento più rappresentativo di quel Pazienza poco più che ventenne. “Mi sono mosso – ed è Andrea che porta la sua testimonianza – perché era inevitabile che lo facessi. Mi sono messo a disegnare perché era inevitabile che lo facessi. Mi sono messo a disegnare perché dovevo raccontare quello che vedevo”.
All-incontro del 14 marzo all-Auditorium della Biblioteca Provinciale interverranno due vecchi amici di Pazienza, Gino Nardella ed Enzo Verrengia, attore e cabarettista il primo, scrittore e giornalista il secondo, compagni di avventure, di vita e d-esperienza anche e soprattutto nel contesto infervorato del 1977, che li vede tutti e tre studenti del DAMS bolognese.
La serata prevede la presentazione di “Ali di piombo”, opera del giornalista e scrittore catanese Concetto Vecchio, un libro ovviamente che ha quale leit motiv la lettura del -77 attraverso le luci e le ombre che l-hanno contraddistinto. Momento prezioso per i cultori dell-artista sanseverese sarà sicuramente la proiezione dei rari documentari: “La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza”, reportage con interviste a Renato De Maria, Vincenzo Mollica e Filippo Scozzari; “Speciale Rai Tre”, intervista ad Andrea Pazienza; “Il Popolo Alto”, documentario di Giovanni Ferrara; un-intervista a Enrico Palandri (autore di “Boccalone”) sul -77.
A Gino Nardella andrà l-onere e l-onore di chiudere l-appuntamento: lettura di aforismi e interpretazioni teatrali, e sullo sfondo la proiezione delle foto di Paz tratte da  -Uno ogni sacco d-anni-, un progetto curato dallo stesso Nardella sulla base di un-esperienza fotografica del 1975 sul Gargano assieme all-amico scomparso.


Oltre alla serata dedicata a Pazienza, “My generation” segna, comunque, altri due appuntamenti in agenda: venerdì 16 marzo la serata -Generazione Woodstock- vedrà la proiezione del film -My Generation-, un film documentario sulla storia di Woodstock dal 1969 al 1999, con testimonianze di Marcello Cavallo e Gianni Laterza sulla controcultura in Puglia dei primi anni Settanta;  venerdì 30 marzo l-evento -Lumi di Punk: Storie dalla Puglia dei Wogs, degli Skizo e della Giungla- con la partecipazione dello scrittore Enzo Mansueto e del regista Angelo Amoroso D-Aragona, importanti protagonisti di quella stagione, e con la presentazione di -Lumi di Punk – la scena italiana raccontata dai protagonisti- di Marco Philopat.


Per informazioni Biblioteca Provinciale -La Magna Capitana- tel. 0881.687533.


(Sergio Proculo)

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