–SOLO LO STUPORE CONOSCE–
Ciclo di incontri per gli studenti superiori, universitari e amanti del sapere
AULA MAGNA Facoltà di Giurisprudenza – Palazzo Ateneo
Largo Giovanni Paolo II, Foggia
2° INCONTRO
–Nel mezzo del cammino umano di ciascuno di noi.
Il viaggio comincia.–
prof. Franco NEMBRINI
docente di Letteratura italiana – Bergamo e autore di tre volumi di commento alla Divina Commedia (Itaca, 2006)
giovedì 8 febbraio 2007, ore 19.00
DURANTE ALIGHIERI detto DANTE.
CHI ERA COSTUI?
di Paola Lepore
Sala gremita. Silenzio attento. Applauso fragoroso.
Questo è successo nell-aula magna dell-Università di Foggia, in occasione del secondo appuntamento del ciclo -Solo lo stupore conosce-, organizzato dall-Ufficio Scuola e Università della Arcidiocesi di Foggia in collaborazione con il Centro Culturale Archè. Relatore: Prof. Franco Nembrini, docente di letteratura italiana a Bergamo e autore di tre volumi di commento alla Divina Commedia.
Si è resa necessaria anche una videoconferenza nell-aula accanto per permettere alla folla di studenti, professori e adulti appassionati, accorsi da tutta la provincia.
Per chi? Per cosa?
Per DANTE ALIGHIERI!!!?-Chi era costui?- A lui, certo, non si addice tal quesito!! Anzi, tutti sanno: è il Poeta, è l-autore della Divina Commedia, uno di Firenze vissuto nel Medioevo, amava una certa Beatrice, aveva un naso -importante-.
Ma che tipo di uomo era? Cosa pensava? Di cosa conversava coi suoi amici?
-Lo immagino, ragazzo sedicenne, passeggiare per le vie di Firenze-ci suggerisce il prof. Nembrini -e un pomeriggio, per caso, PUFF!!…incontra Beatrice. Tutto ciò che di bello, di positivo c-è nella vita , lo intravede nel sorriso di Lei. E- il sorriso stesso dell-Essere. Se ne innamora. E- talmente felice, che, appena tornato a casa, scrive all-amico Guido (Cavalcanti) per comunicargli tutta la gioia del suo cuore. E in un-epoca in cui le parole avevano un peso specifico notevole, la parola Amore acquista un significato profondissimo. Beatrice: colei che porta beatitudine. La luce. D-un tratto, però, l-evento inatteso: Beatrice muore. Il buio. Uno schianto nel cuore. Dante si trova al bivio con la vita, soffre e si interroga. Dov-è quella bellezza intravista nella donna amata? Possibile che sia svanita? Perché la vita deve tradire questa promessa di bene che aveva dentro e che gli aveva fatto sperimentare?-
Posto di fronte agli eventi, Dante vuole capire. Rilegge le lettere che ha scritto, le riordina e nasce –
Condensare in un articolo la ricchezza e il contenuto di questo incontro è veramente arduo. Abbiamo avvertito una consonanza umana con quest-uomo medievale, -ho conversato con lui per due ore, senza annoiarmi-, commenta una studentessa, e questo è stato senz-altro merito della passione (senza pretese accademiche) che Nembrini nutre per Dante e che ci ha comunicata tutta.
Il prossimo appuntamento è con l-arte, giovedì 1 marzo alle ore 18.30. Protagonista della scena: VAN GOGH. Parole, stupore, colore.



















