Le Fanoie e il fuoco della memoria

La sera mite del 7 dicembre è stata, in alcuni rioni di Lucera, rischiarata, è il caso di dirlo, vista la perenne condizione di semi oscurità riscontabile in molte zone della città, dalla luce del fuoco delle fanoie, i falò che la tradizione vuole si accendano alla vigilia dell-Immacolata e del Natale. Un tempo le fanoie  si accendevano anche nelle piazze e nelle vie del centro storico; oggi, il rito si celebra soltanto sui prati di alcuni quartieri periferici, in uno scenario meno pregnante di significato architettonico che, però, nulla toglie alla forza e al fascino del fuoco che scaturisce dalla pira di legname accumulato, per tutto il giorno, da una festosa moltitudine di gente, bambini in testa. Le fanoie ci rimandano alla civiltà contadina e alle sue usanze, scandite dal lento ritmo delle stagioni. Il fuoco, simbolo di catarsi, in occasione delle importanti festività di dicembre, offriva il calore che scacciava i rigori dell-inverno e predisponeva gli animi ad accogliere la buona novella. La fanoia alimentava le stufe e i bracieri di coloro che abitavano nelle vicinanze del luogo dove era stata accesa; tutti, infatti, muniti di palette, attingevano dall- ardente catasta i tizzoni che avrebbero riscaldato i freddi sottani; cotto le vivande; asciugato la biancheria. Il fuoco, quindi, veniva diviso per soddisfare bisogni primari e quella divisione, allo stesso tempo, univa, perchè tutti si sentivano partecipi della speranza che si rinnovava. Ieri, abbiamo visto grandi e piccini radunarsi, spontaneamente, per questa festa; gli anziani ricordavano i tempi di una volta; i bambini si sorprendevano, guardando il fuoco divampare impetuoso, incuranti dei richiami delle mamme a non avvicinarsi troppo perchè il fumo avrebbe impregnato i vestiti; ragazzi innamorati che fissavano le fiamme, persi in chissà quali pensieri…Un mosaico di voci, suoni, luci, ombre, gesti, sguardi, desideri, attorno a un fuoco, a quello che siamo. Pezzi di “Noi”da incollare uno per uno per riedificare una memoria e per aprire una strada nell-indifferenza di tanti


D.A.


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