Sabato 21 ottobre, alle ore 18:00, si aprirà la mostra antologica su Franz Borghese, artista romano improvvisamente scomparso lo scorso 16 dicembre.
Sede dell-evento sarà il PalazzoD-Auria II, palazzo nobiliare e prestigioso che ben si adatta al peso della figura dell-artista noto nel panorama nazionale ed internazionale.
L-organizzazione dell-evento, a cura della Galleria d-arte Valeno, è stata possibile grazie ad un rapporto privilegiato che il Sig. Valeno ha intrecciato nel corso degli scorsi anni con l-artista stesso, del quale ha ospitato in passato due mostre, e continuato poi con la moglie, Daniela Romano, che, proprio per questo rapporto, ha scelto Lucera per l-importante retrospettiva che dopo la nostra città toccherà Svizzera e Germania.
Nell-occasione verranno esposte opere dal 1975 al 2005, tutte provenienti dalla fondazione (che in tutto ne ospita 160) costituita dalla Romano per far fronte al proliferare di falsi dopo la morte dell-artista .
Tra le opere, oltre a quadri e disegni con svariate tecniche (dall-olio all-acquerello, passando per le incisioni ) come -Nel cassetto del comò- utilizzato per il manifesto e gli inviti, -Militari in fila per quattro – del 1978 (il quadro più grande ) e -Partita a scacchi con robot- che testimonia un tratto privato dell-artista, la sua passione per questo gioco del quale era campione e che compare spesso nei suoi lavori, alcune sculture, la produzione delle quali cominciò nel -75 .
All-interno della mostra verrà presentato il volume -FRANZ BORGHESE antologica di opere degli anni 1970 – 2005- edito da -Il Gianicolo- di Perugia, con prefazione di Luigi Spezzaferro, allievo di Carlo Argan.
È sicuramente un-occasone memorabile per la nostra città nonché un onore poter essere spettaori del genio di un così grande artista la cui fama ha superato i confini italiani .
Berenice Di Matto
Biografia dell-artista
Pittore, illustratore, scultore Franz Borghese . Artista definito un po- bohemien, un po- tenebroso, un po- intellettuale, amante com-era degli scritti di Voltaire (il primo lo trovò su una bancarella nel 1957) e per quella sua passione per gli scacchi.
Nasce a Roma il 21 gennaio del 1941, si iscrive alla Facoltà di Architettura che lascia subito senza dare nemmeno un esame nel 1962, nel -63 lavora come disegnatore di reperti archeologici presso l-Ambasciata di Francia a Palazzo Farnese, dipinge di notte e dorme di giorno per questo viene licenziato. Nello stesso anno conosce Daniela Romano che collaborerà al gruppo e alla rivista d-arte e cultura -Il ferro di cavallo-del -64.
Nel 1967 realizza con Daniela Romano e Giorgio Fasan, un film neoespressionista -La grande mela- che denuncia la società dei consumi, in perfetta armonia con il clima di quegli anni che a livello internazionale vedeva il trionfo della pop art.
Conosce un gallerista americano T.W.Burger che acquista alcuni suoi quadri . Nel -68 prima mostra personale a Roma in via Margutta, non conosce alcun critico quindi per il catalogo raccoglie le testimonianze di alcuni amici tra cui Ugo Attardi. La mostra viene stroncata da un noto critico perché quando questo era entrato nella sala l-artista, preso dalla sua partita di scacchi con un amico, lo aveva ignorato; la personale non aveva avuto successo ma la sera della chiusura il giornlista sportivo Ennio Viero acquista tre quadri e diventa il suo primo collezionista. Lo stesso anno grazie a Burger allestisce una mostra a Chicago. Nel 1969, dopo aver realizzato quadri dalle tonalità scure si orienta verso la satira sociale dal cromatismo caldo e intenso vicino alla Scuola Romana.
Nel -70 espone per la pria volta a Milano nella Galleria -Il Cannocchiale-.
Nel -73 comincia le acqueforti, l-anno dopo conosce Salvatore Fiume che acquista due sue opere e con il quale poi dipingerà -La condanna di Cristo-per i Musei Vaticani e dal-75 inizia anche la creazione di sculture.
Nelle sue opere c-è il desiderio di passare per pittore maledetto, attraverso i disegni e gli acquerelli, la critica violenta e satirica della società borghese a lui contemporanea in cui richiama per stile il pittore del ponte Ensor, gli esponenti della nuova oggettività tedesca anni-20 Grosz e Otto Dix ma ci sono in lui meno rabbia e più gioco rispetto ai suoi precedenti stilistici. Traspare ovviamente il desiderio tipico di quel periodo della sua vita di cambiare il mondo, di ripulirlo dalle ingiustizie e crudeltà della guerra soprattutto, ma ciò che domina nell-artista è una sorta di sbeffeggiamento del -nemico- di quelle cose che vanno cambiate, è l-aspetto ludico a caratterizzare la produzione di Franz Borghese.
Amava i colori Borghese, la linea, i vari toni del rosso tramonto, i vestiti importanti anni-10-20, le parrucche; nei disegni la linea è pura, i personaggi sono plastici, il racconto è costruito in modo ironico.
Definendosi un pittore di retroguardia calava i suoi personaggi in un tempo ormai remoto che gli risultava più comprensibile e mono faticoso.
Numerose le mostre in Italia, per citarne alcune Pescara, Torino, Trieste, Reggio Calabria, Perugia e anche all-estero Monaco di Baviera, Caracas, Madrid, Vienna, Amsterdam, New York, Bruxelles, e altre.
Muore il 16 dicembre 2005 a causa di un malore durante la notte mentre lavorava da solo a pochi giorni dal suo 65esimo compleanno, aveva da poco concluso una mostra a Palazzo Venezia con opere dal 1971al2005 in cui denunciava la vanità di tutti gli uomini ? sempre attuale, fino alla fine.



















