In visita alla Foresta Umbra e al Parco del Gargano

Suggerimenti per una vacanza all-insegna della natura


Lucera, 18 agosto – Con qualche millennio di ritardo, stanchi per la fatica ma soddisfatti per l-impresa compiuta, abbiamo percorso quelli che erano gli antichi sentieri dei prodi greci guidati da Diomede, l-eroe compagno di Ulisse, che, durante il viaggio di ritorno in patria, avrebbe errato lungo le coste adriatiche. Approdò, così, sulle coste daune e fondò varie città (Arpi, Luceria, Aecae, Siponto, Herdonia), acquistando fama e rispetto da parte di Dauno, il mitologico fondatore dei Dauni, gli antichi abitanti del promontorio garganico, dove insediamenti umani sono documentati fin dal paleolitico.
Sarebbe impresa improba ripercorrere in poche righe la ricca e articolata storia del promontorio del Gargano, una terra le cui leggende si perdono nella notte dei tempi: caverne paleolitiche ricche di graffiti, territorio di scorribande di corsari e predoni d-oltre Adriatico, terra sacra alla cristianità quanto Roma e Gerusalemme, mèta di antichi pellegrinaggi sin dall-Alto Medioevo, sede di celebri Ordini Cavallereschi (Templari, Calatrava, Teutonici… altro che fantasticherie da “Codice da Vinci”!), luogo di pellegrinaggio sulle tracce di Padre Pio, l-umile fraticello delle stimmate.
E questa antichissima tradizione storica è tangibile nelle testimonianze che ancora combattono l-usura del tempo (e dell-uomo): chiese, basiliche e monasteri, castelli, fortezze, torrette d-avvistamento, necropoli… un-offerta storica, architettonica e culturale che non teme il confronto con ben più celebri (e celebrati) luoghi della già ricchissima penisola italica.
Ma sarebbe una celebrazione a metà se non ricordassimo che il Gargano è, almeno altrettanto, sinonimo di natura, quella natura che – seppure in maniera travagliata – ha condotto ad istituire, finalmente nel 1995, il Parco Nazionale del Gargano, un-oasi naturale di oltre 120mila ettari che non ha eguali nel bacino del Meditarraneo per varietà e caratteristiche delle specie floro-faunistiche ivi rinvenibili. Dalle fitte ed estesissime foreste alla macchia mediterranea, dai grandi altipiani carsici, ricchi di doline ed inghiottitoi, alle ripide falesie sul mare, ricamate da fantastiche grotte, dalle acque cristalline delle coste alle meraviglie dei fondali delle isole Tremiti, dalle boscose valli che scendono verso il mare, alle lagune costiere di Lesina e Varano, dalle colline e pianure steppose alle paludi, un habitat così ricco che contribuì ad ispirare il celebre trattato federiciano “De arte venandi cum avibus”.
Una flora che, oltre alle celebri orchidee, ospita esemplari che sono veri e propri “monumenti della natura”: enormi ed intatte faggete (con esemplari pluriscolari che superano i 40 metri d-altezza e i cinque secoli d-età!), pinete di Pini d-Aleppo con oltre 700 anni di vita, lecci secolari dal diametro del tronco di ben 5 metri, ed ancora querce, ulivi, tassi, castagni, aceri, che stupiscono per dimensioni e vetustà. Per non dilungarci, poi, sulla ricchezza del sottobosco (le già citate 56 specie di orchidee, le felci, le rose canine, i ciclamini, i funghi) e della macchia mediterranea con i suoi olivastri, i perastri, i melastri, i biancospini attorniati da cespugli di lentisco, il ginepro, il timo, i fichi d-india ed il carrubo (detto l-“albero dei diavolo”).
Ora che è riapparso anche il lupo sul promontorio del Gargano, la fauna è da guinness dei primati, visto che siamo di fronte ad un piccolo microcosmo, una vera isola biologica, capace di racchiudere in così poca estensione tanta biodiversità.
Citiamo solo alcuni ospiti del Parco, assicurandovi che si tratta di una limitatissima elencazione, considerato che proprio noi abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in numerose di queste ed altre specie presenti nell-area. La fanno da padroni (si fa per dire) 170 specie di uccelli: i rapaci (la poiana, il gheppio, lo sparviero, il falco pellegrino, il lanario, il falco di palude, l-albanella minore, il biancone), i rapaci notturni (il gufo reale, il gufo comune, il barbagianni, l-allocco e l-assiolo), i corvidi (cornacchie grigie, ghiandaie, taccole e alcuni corvi imperiali), i fenicotteri (l-airone rosso e cinerino, la cicogna, il cavaliere d-Italia), e poi, ancora, oche selvatiche, granaiole, occhioni, galline prataiole, chiurli, pernici di mare, cormorani, gabbiani, merli, rondini e rondinoni.
Tra i mammiferi il capriolo italico è una sottospecie endemica ed esclusiva del Parco. Sono inoltre presenti il cinghiale, il daino, la donnola, la faina, il gatto selvatico, la lepre, il riccio, la talpa, il tasso, la volpe, il ghiro, il moscardino, diverse specie di topi ed arvicole.
Infine rettili e anfibi, tra cui la tartaruga terrestre e palustre, l-orbettino, il colubro, la luscegnola, il geco verrucoso, la vipera comune, il cervone, la natrice dal collare, il ramarro, la lucertola campestre, la raganella, la rana verde e dalmatina, il rospo (comune e smeraldino) e il tritone (italico e crestato).
Un “Museo della Natura” allestito nel cuore della Foresta Umbra, numerose visite guidate, sentieri-natura predisposti per famiglie in gita ma anche per esperti esploratori,  diverse aree attrezzate alle ricezione dei visitatori, un incantevole laghetto a 800metri d-altitudine, permetteranno di apprezzare questo paradiso della natura, un-area unica in Europa proprio a due passi da Lucera (un-ora e mezza di auto se si vuol godere pure del piacevole paesaggio che accompagna il viaggiatore), una vacanza diversa che può essere vissuta anche con brevi soggiorni, dalla gita giornaliera ad una permanenza settimanale che, a nostro avviso, rappresenta un buon compromesso per fruire adeguatamente del ricco carnet storico, culturale e naturale che l-area offre.
Una vacanza alternativa, quindi, per evitare i bagni di folla sulle assolate spiagge e godere di una natura maestosa e intatta, che non può che fare bene allo stress del nostro innaturale stile di “vita da cittadini”, aiutandoci – nel contempo – a rispettare e tutelare la ricchezza del nostro prezioso patrimonio naturale.
(Sergio Proculo)

Facebook
WhatsApp
Email
Chi sceglieresti come sindaco per il futuro di Lucera?