L’aura dei Weather Report a Orsara Jazz

Lo Steve Kuhn Trio chiude una serata indimenticabile


 


Orsara di Puglia, 29 luglio – Un-afosa serata di mezza estate ha visto i riflettori della musica d-autore accendersi sulla quinta giornata della -XVIII Rassegna del jazz d-autore- con due appuntamenti eccezionali: il solo concert di Miroslav Vitous e il trio concert di Steve Kuhn, Eddie Gomez e Billy Drummond.


Le luci si accendono sopra il palco di Largo San Michele, scarno e disadorno nella migliore tradizione jazzistica, dominato da un-unica, solitaria figura, quella gigantesca di Miroslav Vitous, l–uomo-contrabbasso- (Teano Jazz), il -più grande contrabbassista jazz in attività- (La Stampa), nel 1970 il co-fondatore con Zawinul e Shorter dei leggendari Weather Report (trad. bollettino meteorologico), il geniale gruppo che con la ricerca e la sperimentazione ha segnato indelebilmente la strada che ha condotto verso il fusion ed il cool jazz.


In un solo concert di un-ora esatta il quasi sessantenne musicista praghese ha spaziato attraverso un repertorio di otto pezzi, interpretando la propria produzione in chiave di contrabbasso e campionatore, nel più autentico pionierismo sperimentale che interseca i solismi tipici del jazz bianco-europeo con le inesplorate praterie dell-elettronica.


Le strings campionate di Miroslav Vitous possono essere sembrate interventi poco apprezzati dai puristi del jazz classico e i lunghi assoli sono apparsi talvolta noiosi ai profani della scale di jazz, tuttavia abbiamo personalmente giudicato positivamente la capacità di snocciolare suoni vibranti, stimolanti ed evocativi dalle quattro corde del suo strumento, riscoprendo le radici del fusion che dopo i Weather Report ha caratterizzato tanta produzione post -70 (due nomi per tutti, Pat Metheny e Charlie Haden).


A ruota occupa la scena del palco di Largo San Michele un indiscusso maestro del pianoforte, Steve Kuhn, leggendario musicista che ha affiancato molti grandi del jazz mondiale negli ultimi cinquant-anni: da John Coltrane a Stan Getz, da Bob Moses a Jack Dejohnette, tanto per citarne qualcuno.


Il pianista newyorkese si è esibito, in trio, con Eddie Gomez (celebre contrabbassista dai rinomati trascorsi accanto a Bill Evans, Benny Wallace, Chick Corea) e Billy Drummond (eccellente batterista già impegnato con Pat Metheny, J.J.Johnson, James Moody e Joe Henderson), in una performance in cui hanno fatto da protagonisti le solitarie perle del pianista, intrecciate alle armonie di Kuhn, perfettamente assecondate dalla sezione ritmica del contrabbasso e della batteria, in una intesa che ha lasciato chiaramente affiorare la pregevole sintonia e l-invidiabile equilibrio che hanno dominato l-esibizione del trio (esemplare il brano -Autumn leaves-, non da meno -Milestones- e -Ladies in Mercedes-).


Oltre un-ora e mezza di esibizione dello Steve Kuhn Trio ha trovato il meritato appeal tra il pubblico della -XVII Rassegna Jazz d-Autore-, un pubblico spesso preparato ed esigente nella cultura jazz, che questa sera ha di sicuro trovato un pane adeguato a saziare la propria voglia di musica d-autore.


Miroslav Vitous e Steve Kuhn Trio: due performance che hanno inebriato sì gli addetti ai lavori, ma anche i neofiti che nell-appuntamento di Orsara trovano certamente l-occasione di affacciarsi ai livelli eccelsi di un genere non sempre accessibile a tutti.


Una nota a margine: assurdo paradosso il bollettino meteorologico della serata ha minacciato, a tratti, pioggia e, anche se la platea è rimasta immobile e assorta, qualche goccia è caduta per davvero. Questo ci ha fatto ricordare che il capolavoro dei Weather Report è proprio -Heavy weather- (trad. tempo pesante, brutto). Chiaramente è solo una coincidenza, ma a chi voglia approfondire la sua cultura musicale consigliamo di dare un ascolto a quest-album intramontabile.


(Sergio Proculo)

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